Chat Control: Durov paragona l'UE alle "repubbliche delle banane"
Pavel Durov, co-fondatore di Telegram, ha attaccato duramente l'Unione Europea dopo che il Parlamento europeo ha approvato una legge che consente l'accesso alle chat degli utenti sulle piattaforme di messaggistica.
"Questi stratagemmi, un tempo tipici delle repubbliche delle banane, vengono ora utilizzati dall'UE per approvare leggi sulla sorveglianza", ha scritto sul suo account X.
Once typical of banana republics, such tricks are now used by the EU to pass surveillance laws. https://t.co/SBUIQVAqsP
— Pavel Durov (@durov) July 10, 2026
La legge, nota come “Chat Control”, è stata approvata giovedì dal Parlamento europeo. Sebbene la maggioranza degli eurodeputati abbia votato contro la normativa, non è riuscita a raggiungere la soglia dei 360 voti necessaria per respingere il testo: 314 deputati hanno votato contro e 276 a favore.
Il provvedimento approvato prevede un'esenzione temporanea dalle norme UE sulla privacy e consentirebbe alle piattaforme tecnologiche di analizzare volontariamente i messaggi per individuare materiale pedopornografico. Tuttavia, prima dell'approvazione, i deputati hanno concordato degli emendamenti al testo, escludendo dall'ambito di applicazione della legge le comunicazioni protette da crittografia end-to-end. La legge non è ancora entrata in vigore, in quanto necessita dell'approvazione della Commissione europea e del Consiglio dell'Unione europea.
“Chat Control” è stato ampiamente criticato a causa delle sue implicazioni per la privacy. In particolare, gli esperti avvertono che la misura potrebbe eliminare completamente la crittografia end-to-end e aprire le porte a una sorveglianza di massa e indiscriminata della popolazione.
"In pratica [la proposta] consiste nella sorveglianza delle chat e funziona attraverso l’accesso a tutti i contenuti di un dispositivo e il loro monitoraggio indiscriminato", ha denunciato l’Electronic Frontier Foundation, organizzazione impegnata nella difesa dei diritti civili nel mondo digitale, osservando che, se le autorità ottengono l’accesso a una delle due estremità delle comunicazioni, l’interazione cessa di essere sicura.


