Canada, quando la toppa è peggio del buco...

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di Alberto Fazolo

Ha destato sdegno in tutto il mondo quanto avvenuto al Parlamento canadese. Riunitosi per accogliere Zelensky, ha dedicato una standing ovation a un novantottenne indicato come “eroe” distintosi nella lotta per l’indipendenza ucraina contro i russi (cioè i sovietici). Trattasi ovviamente di un nazista, già volontario delle SS.

Non si può accettare di derubricare la vicenda ad una svista incolpando un singolo capro espiatorio, come sta provando a fare il Canada, il problema è estremamente grave. Ci sono sia un aspetto qualitativo che uno quantitativo a vanificare gli sforzi per cercare di recuperare a questa brutta vicenda.

Troppo comodo che un singolo si sacrifichi per deresponsabilizzare -e quindi, salvare- tutti gli altri, la responsabilità è collettiva di tutti i presenti e delle istituzioni canadesi. Dire che nessuno sapeva che quella persona che ha lottato contro i sovietici fosse un nazista, è patetico. Dovremmo davvero credere che i deputati canadesi non sappiano quali fossero gli schieramenti della Seconda Guerra Mondiale?

Se così fosse, la situazione sarebbe ancora più grave, emergerebbe un problema qualitativo sulle competenze dei politici e funzionari ucraini. Sicuramente questi hanno dimostrato di non avere un grande acume spingendosi così oltre nella riabilitazione dei nazisti, però non possono dire di non sapere. Il motivo quantitativo che vanifica i tentativi di recuperare alla figuraccia fatta è insito nella composizione etnica del Canada: in un paese da trentotto milioni di persone, circa un milione e trecentosessanta mila hanno origini ucraine, cioè un terzo della popolazione. Buona parte degli immigrati ucraini (ma non tutti) sono proprio i nazisti che scapparono dall’Unione Sovietica alla fine della Seconda Guerra Mondiale in quanto collaborazionisti di Hitler.

Per questo in Canada sanno tutti benissimo come sia andata la Seconda Guerra Mondiale e quale fu il ruolo di certi ucraini. Non si possono accettare i tentativi di dire che si tratti di una vicenda di tanti anni fa in un paese remoto e sconosciuto.

Il problema di fondo è che la situazione politica canadese è degenerata da dopo l’intervento russo in Ucraina, cioè da quando la propaganda guerrafondaia ha alimentato una sorta di isteria collettiva in tutti i paesi NATO. Se altrove questa ha fatto significativi danni, in Canada è andata ben oltre, perché è stata intercettata dalla macchina organizzativa dei rifugiati nazisti ucraini che da ottanta anni aspettano una rivincita. Quanto successo al Parlamento canadese è la dimostrazione che lì i nazisti ucraini hanno preso il sopravvento e oggi determinano le scelte politiche del paese.

Il paradosso è che durante la Seconda Guerra Mondiale il Canada diede un significativo contributo nella sconfitta del nazismo, ma ora -sull’onda dell’isteria anti russa- il paese che aveva quei valori sta morendo per via dei morsi avvelenati della serpe che si è covata in seno per tutti questi anni.

In Canada stanno vincendo i nazisti contro cui il Canada aveva combattuto.

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