Altri criminali libici in Italia con tanto di selfie di gruppo

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Altri criminali libici in Italia con tanto di selfie di gruppo


di Michelangelo Severgnini

Altri criminali libici legati alle milizie di Tripoli, tra cui Abdul Ghani Al-Kikli, sono stati pizzicati nelle ore scorse in Italia, precisamente all'Ospedale Europeo di Roma all'Eur.


Qualcuno li va ad arrestare?

In realtà non li ha pizzicati nessuno, si sono semplicemente fatti un selfie e qualcuno se n'è accorto.

Nella primavera 2019 girai a Tunisi per il film "L'Urlo" un'intervista a Vincent Cochetel, inviato speciale dell'UNHCR per il Nord Africa.

Tutto quello che c'era da capire stava già in quella intervista.

Perché nessuno arresta questi criminali?

Perché girano grossi soldi?

Certo, ma soprattutto perché i governi occidentali tutti sostengono un governo illegittimo a Tripoli che dà protezione a queste milizie.

Se qualche miliziano viene arrestato, le milizie fanno cadere il governo e niente più affari per l'Italia e il resto dell'Occidente. Siamo tutti sotto ricatto.

I criminali libici sono come le vacche sacre. Non fermano i migranti, anzi li hanno raddoppiati per interesse, per farci sopra ancora più soldi.

In compenso saccheggiano il petrolio libico e lo vendono di contrabbando all'Italia.

Per questo motivo sono degli intoccabili.

<<- Le Nazioni Unite hanno un comitato per le sanzioni in Libia, hanno identificati un certo numero di trafficanti di esseri umani, conosciamo nomi e identità. A oggi nessuno è mai stato arrestato.
- Non si tratta solo di andare ad arrestare questo o quello, ma occorre chiedersi come e perché i Governi europei riconoscono quelle autorità in Libia.
- Non voglio entrare nel merito per cui questo governo è stato riconosciuto, è una decisione delle Nazioni Unite. Conosciamo alcuni di questi posti. Abbiamo le coordinate GPS di alcuni dei posti dove le persone vengono detenute. Perché il governo non ferma tutto questo?
- Perché, come abbiamo detto...
- Qualcuno fa affari su tutto questo.
- No, no, non solo. Se il governo (di Tripoli) vuole restare in carica, deve garantire questa impunità. Secondo me non possono farlo. Altrimenti il governo perderebbe quel potere che le milizie gli riconoscono.
- Sì, ma ad un certo punto queste milizie dovrebbero capire che non resteranno lì per sempre. Ad un certo punto, speriamo, ci sarà uno Stato libico all'interno del quale alcune milizie saranno incorporate. Ad un certo punto ti devi dissociare dal crimine organizzato. E il momento è adesso, non è tra dieci anni>>.

Quindi, in definitiva, anche per l'UNHCR ci dobbiamo affidare al buon cuore delle milizie, perché noi su di loro non abbiamo nessuno potere.
Infatti dall'intervista sono passati solo 6 anni, non proprio 10 come dice Cochetel.

In ogni caso non si prospettano ravvedimenti da parte delle milizie di Tripoli. Perché, qualcuno crede veramente al loro buon cuore?

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Michelangelo Severgnini

Michelangelo Severgnini

Regista indipendente, esperto di Medioriente e Nord Africa, musicista. Ha vissuto per un decennio a Istanbul. Il suo film “L'Urlo" è stato oggetto di una censura senza precedenti in Italia.

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