Tunisia. E' ancora crisi politica

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In Tunisia, il sindacato UGTT, il patronato Utica, la Lega tunisina per i diritti umani e l’Ordine nazionale degli avvocati, mediatori nella crisi politica tunisina, hanno proposto ai tre partiti della maggioranza di governo - Ennahda, Ettakatol e Congresso per la repubblica – e all’opposizione una nuova road map che fissa un termine di tre settimane per la formazione di un gabinetto di indipendenti da sostituire all'attuale governo guidato da Ennahda, dopo l'avvio di un dialogo nazionale tra le parti. Essa stabilisce inoltre un termine di quattro settimane per l'adozione di una nuova legge elettorale, l'annuncio di un calendario per nuove elezioni e il completamento del progetto di Costituzione a lungo rimandato. Ennahda, il partito islamico che guida la coalizione di governo, in una dichiarazione del 21 settembre, firmata dal leader del partito, Rachid Ghannouchi,  si è detta favorevole alla formazione di un governo indipendente i cui membri non potranno successivamente candidarsi alle prossime elezioni, la cui composizione sarà concordata con il dialogo, che dovrà essere approvato dall'Assemblea costituente  e che prenderà il posto del governo attuale solo dopo l’adozione della Costituzione adottata e l’individuazione della data delle elezioni. Ennahda non ha però fatto riferimento ai vari dettagli della tabella di marcia, insistendo sulla “disponibilità immediata ad avviare sessioni di dialogo nazionali per raggiungere accordi su tutte le questioni conflittuali all’interno del Paese”. La risposta di Ennahda è stata giudicata ambigua e non sufficiente dall’UGTT che ha indetto manifestazioni popolari pacifiche affinchè il  governo accetti il piano per aiutare la Tunisia a superare la sua attuale crisi politica.

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