Tra robot e innovazione, Merz scopre la Cina che l’Europa ha trascurato

Con l’Europa in difficoltà e la concorrenza globale in accelerazione, Berlino cerca nella Cina un partner per compensare scelte europee fallimentari

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Tra robot e innovazione, Merz scopre la Cina che l’Europa ha trascurato

La visita del cancelliere tedesco Friedrich Merz in Cina si è chiusa con un’immagine destinata a restare negli annali: il leader europeo di una grande potenza manifatturiera che osserva da vicino, con curiosità quasi studentesca, un componente di robot avanzati prodotti a Hangzhou. È successo - come riferisce il Quotidiano del Popolo - nello stabilimento di Unitree Robotics, dove robot umanoidi hanno dato vita a dimostrazioni di arti marziali e combattimenti simulati, sotto gli occhi attenti del cancelliere. Un gesto simbolico che, secondo analisti cinesi, sarebbe stato impensabile solo trent’anni fa.

Arrivato a Pechino per la sua prima visita ufficiale in Cina dall’insediamento, Merz è stato anche il primo leader straniero ricevuto da Pechino nell’Anno del Cavallo. La giornata conclusiva del viaggio ha unito tecnologia d’avanguardia e richiami culturali. In mattinata il cancelliere ha visitato il Palace Museum, passeggiando tra le mura rosse e i tetti dorati dell’antica Città Proibita. Secondo la stampa tedesca, durante la visita Merz ha citato un verso di Friedrich Schiller, a testimonianza di un dialogo culturale tra Germania e Oriente che affonda le radici nei secoli.

Dal patrimonio imperiale al futuro dell’industria. Prima di volare verso Hangzhou, Merz ha provato a Pechino una nuova Mercedes-Benz Classe S, sperimentando in prima persona il sistema di guida assistita L2 urbano e autostradale sviluppato con la società tecnologica cinese Momenta. «È incredibile», avrebbe commentato, elogiando la sinergia tra l’ingegneria tedesca e l’innovazione digitale cinese.

Ad Hangzhou, hub tecnologico in pieno fermento, il cancelliere si è spostato a bordo di una berlina Hongqi, altro segnale di attenzione verso l’industria locale. Nello stabilimento di Unitree, il fondatore Wang Xingxing ha illustrato processi produttivi e applicazioni dei robot, definendo la visita un’opportunità per aprire nuove collaborazioni con le imprese tedesche nel campo della robotica intelligente. Nel pomeriggio Merz ha fatto tappa anche negli impianti di Siemens Energy, approfondendo i più recenti sviluppi nel settore energetico.

Sui social, il cancelliere ha condiviso immagini accanto a un robot umanoide, augurando che l’Anno del Cavallo porti energia, crescita ed espansione della cooperazione economica tra Germania e Cina. Ma accanto all’entusiasmo non sono mancate le cautele: per rafforzare i rapporti economici, ha scritto Merz, servono condizioni di parità, trasparenza, affidabilità e rispetto delle regole comuni.

A Hangzhou il cancelliere ha incontrato rappresentanti di dieci aziende cinesi attive in settori che vanno dalla manifattura tradizionale all’intelligenza artificiale, dai robot umanoidi ai veicoli a nuova energia. Secondo i media locali, queste imprese incarnano sia il percorso industriale della Cina sia le nuove direttrici della cooperazione sino-tedesca. La visita, molto condivisa sui social cinesi, è stata letta come un segnale politico chiaro. «Hangzhou è la Cina con cui la Germania vuole connettersi», ha scritto un utente, parlando di un incontro strategico tra l’Industria 4.0 tedesca e la potenza digitale cinese.

Anche in Germania il tono dei commenti è apparso cambiato. Emittenti come ZDF hanno sottolineato come, a differenza degli anni Ottanta in cui le case automobilistiche tedesche portavano tecnologia in Cina, oggi siano spesso i partner cinesi a guidare l’innovazione in software e batterie. Testate specializzate hanno osservato che la definizione di “rivale sistemico” non sembra più adeguata a descrivere il rapporto bilaterale.

Il capitolo automotive è stato centrale. Oltre alla prova su strada della Mercedes, Merz è stato accompagnato in Cina anche dal numero uno di BMW Group, Oliver Zipse. Durante la visita, BMW ha firmato a Pechino un memorandum d’intesa con Contemporary Amperex Technology Co, rafforzando una cooperazione già profonda nel settore delle batterie. «Chi ignora il mercato e il potenziale innovativo della Cina rischia di perdere opportunità decisive», ha dichiarato Zipse secondo quanto riferito dal quotidiano Global Times.

Gli esperti sottolineano come l’industria automobilistica, attraversata da trasformazioni epocali legate ad intelligenza artificiale e big data, rappresenti uno degli ambiti di maggiore complementarità tra Cina e Germania. Dalla ricerca allo sviluppo, dalla produzione agli standard, le possibilità di collaborazione restano ampie. I numeri confermano il trend: nel 2025 l’interscambio commerciale tra i due Paesi ha raggiunto 1.510 miliardi di yuan, con un aumento annuo del 5,2%. La Germania è rimasta il primo partner commerciale della Cina in Europa, mentre Pechino è tornata a essere il principale partner commerciale di Berlino a livello globale.

In questo quadro, però, la svolta tedesca e più in generale europea verso Pechino appare tutt’altro che frutto di una strategia lungimirante. Le scelte politiche ed economiche degli ultimi anni, tra rigidità ideologiche, errori di valutazione geopolitica e una gestione assurda delle transizioni energetica e industriale, hanno contribuito a far scivolare Germania ed Europa in una crisi profonda, con crescita debole, competitività in calo e filiere sotto pressione. È in questo contesto che il ritorno alla Cina assume anche un carattere opportunistico: con Donald Trump di nuovo alla Casa Bianca e le nuove tensioni transatlantiche, Berlino e Bruxelles sembrano aver riscoperto improvvisamente il valore del partenariato con Pechino. Non tanto per una reale revisione di lungo periodo, quanto per la necessità di compensare un isolamento crescente e tamponare una crisi che, in larga misura, è il risultato di decisioni profondamente sbagliate prese in Europa e contro gli interessi dei popoli europei.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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