Teheran smaschera la Germania: prima appoggiava Israele, ora teme i costi
Il 4 novembre, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha espresso una dura condanna verso il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il ministro degli Esteri Johann Wadephul, accusandoli di aver legittimato le azioni militari contro l'Iran senza curarsi delle ripercussioni umane ed economiche.
Baghaei ha rievocato le parole di Merz, il quale aveva affermato con enfasi che Israele stesse portando a termine "il nostro lavoro sporco" colpendo il territorio iraniano. "Eppure, a distanza di pochissimi mesi, il medesimo cancelliere si rammarica del fatto che questo conflitto stia imponendo un conto da 100 miliardi di euro [circa 112,4 miliardi di dollari] all'economia europea", ha sottolineato.
"Nel frattempo, perfino il suo capo della diplomazia ritiene di dover difendere l'aggressione militare contro l'Iran", ha proseguito il portavoce, addebitandogli "un'insensibilità e un decadimento morale tali" da ignorare del tutto "le perdite umane e i crimini di guerra perpetrati".
Baghaei ha poi evidenziato come il ministro tedesco continui a non cogliere "l'impatto economico che questa guerra sta rovesciando sulla Germania e sull'intero continente".
"Un proverbio tedesco recita che 'dagli errori si impara'. Tuttavia, il distratto John appare del tutto incapace di farlo", ha chiosato il portavoce, richiamando la figura allegorica di Hans Guck-in-die-Luft (Pierino la testa fra le nuvole), il personaggio che, non guardando dove cammina, finisce inevitabilmente per pagare le conseguenze del proprio stordimento.


