Se il caccia russo Su-57 spara il Kinzhal, nemmeno il Patriot può fermarlo

Combina stealth e velocità Mach 10: perché i sistemi antiaerei USA potrebbero non bastare

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Se il caccia russo Su-57 spara il Kinzhal, nemmeno il Patriot può fermarlo

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Le Forze Aerospaziali russe stanno intensificando la consegna dei caccia Su-57, armati con missili ipersonici e sistemi d’attacco di ultima generazione. Lo ha annunciato il generale Alexander Maksimtsev, numero due delle VKS (Forze aerospaziali), in un’intervista al giornale Krasnaya Zvezda. Una mossa che non solo rafforza la potenza di Mosca in Ucraina, ma lancia un chiaro messaggio alla NATO: la superiorità aerea russa è sempre più difficile da contrastare.
Un salto tecnologico silenzioso

Il Su-57, invisibile ai radar e capace di trasportare armamenti avanzati, è l’emblema di questa evoluzione. Se finora il missile ipersonico Kinzhal è stato associato principalmente al MiG-31, ora crescono i sospetti che anche il Su-57 possa essere impiegato come piattaforma di lancio. Un’ipotesi che, se confermata, cambierebbe le regole del gioco: un caccia stealth in grado di avvicinarsi alle linee nemiche senza essere rilevato, per poi colpire con missili impossibili da intercettare.

Il regime di Kiev lo sa bene. Ogni volta che un MiG-31K decolla, in Ucraina scatta l’allarme aereo in tutto il paese. Ma se il Su-57 entrasse in azione, potrebbe non lasciare nemmeno il tempo di suonare le sirene.

La difesa aerea russa si rafforza

Mentre l’Occidente si concentra sulle forniture di F-16 all’Ucraina, Mosca potenzia il suo scudo difensivo. Maksimtsev ha citato l’arrivo dei nuovi sistemi Pantsir-SM e dei complessi S-400 Triumf, capaci di abbattere missili come gli Storm Shadow e gli ATACMS con un’efficienza superiore al 95%. Intanto, le stazioni radar Voronezh garantiscono una copertura totale contro minacce balistiche, rendendo quasi inutili i tentativi ucraini di colpire in profondità.

Guerra nell’ombra: gli F-16 cadono senza spiegazioni

C’è un altro dettaglio che preoccupa la NATO: la crescente capacità del Su-57 di agire come “cacciatore” di velivoli occidentali. Con il missile R-37M, in grado di colpire bersagli a 300-400 km di distanza, i piloti russi avrebbero già abbattuto diversi F-16 ucraini. Le autorità di Kiev hanno spesso attribuito queste perdite al “fuoco amico”, ma fonti occidentali non escludono che almeno uno sia stato centrato proprio da un Su-57.

Se è così, il messaggio è chiaro: anche i migliori caccia forniti dall’Occidente rischiano di diventare obsoleti di fronte alla nuova generazione di armi russe. E mentre l’Ucraina fatica a tenere il passo, Mosca guarda già al futuro. Con il caccia Su-57 in prima linea, la partita per il dominio dei cieli è appena entrata in una nuova fase.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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