Russia: il missile Oreschnik paralizza la riserva strategica di gas ucraina

La struttura di Stryi, cuore del sistema di stoccaggio nazionale, è fuori uso. Il regime di Kiev costretto a dipendere totalmente dall'import dall'UE

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Russia: il missile Oreschnik paralizza la riserva strategica di gas ucraina

Nella notte tra giovedì e venerdì la Russia ha colpito e gravemente danneggiato il più grande deposito di gas d'Europa, situato nei pressi della città ucraina occidentale di Stryi, a sud di Leopoli. Come riporta il quotidiano tedesco Junge Welt, video amatoriali dalla regione mostrano una serie di esplosioni avvenute intorno alle 23:45. Per l'attacco è stato utilizzato uno dei nuovi missili ipersonici "Oreschnik", impiegato per la prima volta nel conflitto ucraino nel novembre 2024 contro un complesso industriale a Dnipro. La Russia ha confermato l'uso del missile, definendo l'attacco una rappresaglia per il tentativo del regime di Kiev di colpire una residenza del presidente Vladimir Putin poco prima del capodanno.

Il deposito di Stryi, costruito in epoca sovietica principalmente per le esigenze di esportazione, ha una capacità di circa 17 milioni di metri cubi. Secondo il portale di settore Upstream online, questa corrisponde a poco più della metà dell'intera capacità di stoccaggio del gas dell'Ucraina e al 60% del suo consumo annuo. La sua importanza è cresciuta dopo che la Russia ha distrutto, nell'estate e nell'autunno scorsi, le principali strutture di estrazione del gas nel paese, rendendo l'Ucraina più che mai dipendente dalle importazioni dall'UE. L'impianto non era apparentemente protetto da sistemi di difesa missilistica; già nel 2024 il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva richiesto la consegna di "almeno due" batterie di sistemi statunitensi "Patriot" per poterlo difendere.

Fonti riferiscono che gli Stati Uniti sarebbero stati avvertiti dalla Russia alcune ore prima del lancio dell'"Oreschnik", per evitare l'impressione di un possibile attacco nucleare. Washington avrebbe poi passato l'informazione alla parte ucraina, tanto che il presidente Zelensky, nel suo consueto videomessaggio serale, aveva preannunciato attacchi imminenti. Il missile - riferisce il quotidiano tedesco - è partito intorno alle 23:30 ora di Kiev, per colpire Stryi un quarto d'ora dopo. Questo breve tempo di volo ha impedito all'Ucraina di calcolarne la traiettoria o di intercettarlo. Si stima che l'"Oreschnik" possa raggiungere una velocità fino a 13.000 chilometri orari.

Il fulcro degli attacchi russi a obiettivi infrastrutturali in quella notte è stato comunque la capitale Kiev, colpita da diverse decine di missili balistici e da crociera, insieme a circa 240 droni. In seguito agli impatti su tre centrali elettriche, secondo il sindaco Vitali Klitschko, al mattino più della metà dei condomini di Kiev era senza elettricità e, di conseguenza, senza acqua. Il governo ucraino ha parlato di circa mezzo milione di famiglie interessate. Anche le importanti regioni industriali di Dnipro, Zaporizhzhia e Kryvyi Rih sarebbero rimaste senza elettricità e acqua a causa degli attacchi russi. Il presidente Zelensky ha definito il tutto un "colpo alla vita della gente comune", proprio nel momento in cui in Ucraina sono arrivate forti gelate, e ha chiesto una "forte reazione della comunità internazionale", in particolare degli Stati Uniti.

Parallelamente all'attacco russo alle infrastrutture energetiche di Kiev e altre città ucraine, l'Ucraina ha lanciato un'offensiva contro una centrale elettrica nella regione russa di frontiera di Belgorod. Anche lì, venerdì, circa 500.000 persone sono rimaste senza elettricità e acqua. Il governatore regionale ha ammesso che la situazione è "molto difficile".

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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