Primo Maggio. L'esultanza (surreale) della Meloni sui salari

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Primo Maggio. L'esultanza (surreale) della Meloni sui salari

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di Alessandro Volpi*


Buon primo maggio. La presidente Meloni esulta per una "una dinamica dei salari migliore al resto d'Europa", dimenticandosi due dati banalmente molto rilevanti.

Il primo è rappresentato dal fatto che in Italia l'inflazione è tornata a crescere erodendo il potere d'acquisto dei lavoratori e delle lavoratrici, con la conseguenza di una diminuzione dei salari reali. Il secondo si lega al fatto che i salari nel nostro paese sono talmente più bassi rispetto al resto dell'Europa che un rimbalzo quasi inavvertibile in termini nominali dipende proprio dalla pessima condizione di partenza, non certo invertita, appunto, da un dato congiunturale. Peraltro in quel dato medio esiste un'enorme distanza fra la stragrande maggioranza delle retribuzioni che non sono cresciute e una fascia molto limitata di occupati che, per ragioni specifiche, ha conosciuto il già ricordato rimbalzo: un fenomeno questo confermato dalla costante crescita dei cosiddetti "lavoratori poveri". Piuttosto che celebrare l'ennesimo comizio, allora, sarebbe utile considerare un aspetto più generale che certo non giova alle condizioni del mondo del lavoro e neppure al fisco del nostro paese. Dal 2014 ad oggi oltre 3000 aziende di dimensione medio grandi sono passate in mani straniere, in settori fondamentali come l'agroalimentare, la meccanica, le comunicazioni, la moda, il tessile, l'energia, le telecomunicazioni. Altre 2300 imprese sono ormai gestite da fondi, per circa la metà esteri, mentre la presenza azionaria del capitale estero nelle società quotate italiane è determinante. In pratica abbiamo assistito e stiamo assistendo alla perdita di sovranità economica e ad una crescente proprietà finanziaria estera con alcune conseguenze chiare: riduzione della manodopera occupata, trasferimento dei centri direttivi all'estero, subordinazione degli investimenti alle dinamiche della remunerazione trimestrale, totale incertezza sulla durata di tali proprietà finanziarie.

C'è un film surreale, uscito nel 2008, Louis Michel, che racconta una storia molto vera. Un gruppo di operaie, vessate per anni e licenziate in tronco senza motivo, decidono di impiegare la loro liquidazione per assoldare un killer a cui dare il compito di uccidere il "padrone". Ma, purtroppo per loro, trovare il padrone è impossibile perché il "comando" della azienda è praticamente invisibile, diluito in una miriade di passaggi finanziari. Buon primo maggio.


*Post Facebook del 1 maggio 2025
 

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