L'Italia merita di più

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di Thomas Fazi
 

Dunque, ricapitolando:
 

- (1) Come abbiamo sempre detto, gli eurobond sono fuori discussione: il ministro tedesco dell'Economia Altmeier ha affermato senza mezzi termini che «la discussione sugli eurobond è un dibattito sui fantasmi», mentre Otmar Issing, ex capo economista della BCE (ovviamente tedesco), ha ricordato che comunque sarebbero incostituzionali secondo la legge tedesca e la misura dovrebbe essere sottoposta a referendum popolare. Ma cos'altro devono fare i tedeschi per farvelo capire? Invaderci e tatuarlo sulla fronte di ogni primogenito?
 

- (2) Come abbiamo sempre detto, Il Mes senza condizionalità non esiste, come hanno ribadito Germania e Olanda. Non solo è impensabile che questi paesi accettino che questo finanziamento abbia il carattere di un trasferimento, come sarebbe necessario, e non di un prestito; ma è estremamente improbabile che accettino anche solo di aprire una linea di credito per l'Italia che non preveda almeno la possibilità di una futura ristrutturazione del debito (leggasi: mettere le mani direttamente nelle tasche degli italiani). Eppure, nonostante ciò, è ormai chiaro che Conte e Gualtieri insistono comunque per l'attivazione di una linea di credito legata al MES.
 

- (3) Come abbiamo sempre detto, l'idea che l'Italia possa fare tutto il deficit che vuole adesso che è stato sospeso il Patto di stabilità è un'illusione: la Bce continua a non essere un garante di ultima istanza, come ha ricordato Isabel Schnabel, membro tedesco del Comitato esecutivo della BCE, che ha dichiarato che gli interventi decisi dalla BCE per affrontare l’emergenza coronavirus «naturalmente non sono» un piano di soccorso pensato per l'Italia. Tradotto: se l'Italia dovesse perdere l'accesso ai mercati o finire sotto attacco speculativo, la BCE potrebbe intervenire solo previa accettazione da parte dell'Italia delle clausole di condizionalità di cui sopra.
 

- (4) Ovviamente forme di monetizzazione diretta dei deficit nazionali da parte della BCE - come sono in procinto di fare tutte le altre banche centrali del mondo e come suggerito da Paul De Grauwe e altri - non sono neanche prese in considerazione. 

 

Alla luce di quanto detto, dovrebbe essere ormai chiaro a tutti - ma evidentemente non lo è - che nella cornice dell'euro non esistono soluzioni per uscire dalla crisi che non prevedano l'ulteriore impoverimento e de-industrializzazione del paese e la sua definitiva subordinazione ai centri di comando europei.


Mattarella dice che dobbiamo essere «uniti come nel dopoguerra». Peccato che nel dopoguerra non ci siamo ancora: siamo ancora nel bel mezzo della guerra, una guerra che combattiamo allo stesso tempo sia contro il COVID-19 che contro le pulsioni imperialiste ed egemoniche, mai sopite, del potere tedesco. E che se ottant'anni fa il destino del paese fosse stato in mano a persone come Mattarella, invece di combattere una guerra di liberazione l'Italia sarebbe probabilmente diventata un Länder tedesco.


L'Italia merita di più. L'Italia merita una classe politica che dica che è ignobile che il nostro paese, mentre piange i suoi morti, sia costretto ad andare col cappello in mano ad elemosinare soldi ai nostri concorrenti commerciali; che dica che l'Italia in queste settimane sta dimostrando di avere tutta la fibra morale, la forza, il coraggio e lo spirito di solidarietà di cui ha bisogno per rimettersi in piedi da sola, a patto che sia messa nelle condizioni di farlo; che è arrivato il momento di porre fine a vent'anni di "amministrazione controllata" sotto il regime dell'euro, di riprenderci in mano il nostro destino e di tornare a camminare con le nostre gambe.


E invece. E invece abbiamo un ministro dell'Economia che da bravo quisling - a fronte di stime che parlano di una perdita potenziale del PIL di centinaia di miliardi, di migliaia di aziende che rischiano di chiudere, di centinaia di migliaia di persone che rischiano di ritrovarsi senza un lavoro - minimizza, dicendo che «nel 2020 l'Italia avrà una perdita del PIL di qualche punto percentuale, grave ma gestibile». Non ci sono parole per commentare.

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