L'ingresso dell'Ucraina nell'UE e le industrie delle armi
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di Alessandro Volpi*
L'ingresso "accelerato" dell'Ucraina nell'Unione europea significherebbe l'arrivo di un paese che è ormai un'economia di produzione di armi. Le entrate fiscali interne sono infatti interamente destinate a finanziare le spese militari, per un totale di 45 miliardi di euro l'anno.
Nel paese ci sono almeno 1200 imprese che si occupano della produzione di armi. Le principali sono Ukrainian Defense Industry JSC, il conglomerato statale che riunisce circa 70-100 imprese attive in vari settori (corazzati, artiglieria, aeronautica, missilistica) e NAUDI (National Association of Ukrainian Defense Industries) che è principale associazione di produttori privati, a cui si aggiungono gruppi internazionali come la tedesca Rheinmetall, la turca Baykar e la britannica BAE Systems hanno aperto uffici o fabbriche per la manutenzione e la coproduzione sul suolo ucraino. Il totale degli occupati è già oltre le 300 mila unità, con salari medi inferiori ai 500, euro e un fatturato di 40 miliardi di dollari.
In pratica un'armeria a prezzi da sconto inserita nell'Unione europea.
Nel paese ci sono almeno 1200 imprese che si occupano della produzione di armi. Le principali sono Ukrainian Defense Industry JSC, il conglomerato statale che riunisce circa 70-100 imprese attive in vari settori (corazzati, artiglieria, aeronautica, missilistica) e NAUDI (National Association of Ukrainian Defense Industries) che è principale associazione di produttori privati, a cui si aggiungono gruppi internazionali come la tedesca Rheinmetall, la turca Baykar e la britannica BAE Systems hanno aperto uffici o fabbriche per la manutenzione e la coproduzione sul suolo ucraino. Il totale degli occupati è già oltre le 300 mila unità, con salari medi inferiori ai 500, euro e un fatturato di 40 miliardi di dollari.
In pratica un'armeria a prezzi da sconto inserita nell'Unione europea.
*Post Facebook del 31 maggio 2026


