La storia non la fa chi tradisce Gheddafi

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Berlusconi dopo vari mesi ha parlato, stigmatizzando Putin, la sua guerra che lo consegna alla Cina.

Sin dal 2001 Berlusconi operò per fare entrare la Russia nell’élite occidentale, proprio per allontanarla dalla Cina. Pensava che questo avrebbe cambiato il corso degli eventi e offerto un assist all’Occidente.

Si creò il G8, poi venne la guerra in Georgia e la Russia fu espulsa. C’è un altro evento che ha fatto cambiare idea a Putin: la defenestrazione di Gheddafi nel 2011.

Gheddafi voleva creare un’area di libero scambio africana e soprattutto un’unione monetaria grazie ad oro, petrolio e gas. Fu ucciso, Berlusconi, che firmò un anno prima un Trattato d’amicizia con la Libia, su insistenza di Napolitano, partecipò alla guerra.

Dolendosene, ma partecipò, questo il dato.

L’Italia tradiva un alleato nel Mediterraneo e da allora nessuno si fida di essa.

Putin andò avanti, fino al golpe di Maidan in Ucraina e la guerra nel Donbass nel 2014 (è da allora che c’è la guerra lì, non il 24 febbraio 2022). Pochi mesi dopo Putin firma con Xi il trattato sul gas con l’implementazione del gasdotto Power of Siberia, un accordo da 400 miliardi di dollari ventennale con pagamenti in euro, yuan e rubli.

Lì fu la svolta.

Da allora Berlusconi non faceva altro che mettere in guardia il suo amico Putin sulla Cina. Il corso degli eventi andò male all’ex Premier, due anni fa si firmò un nuovo accordo per un nuovo gasdotto Russia-Cina.

E ora siamo alla guerra del 24 febbraio: Lavrov si indirizza verso Cina, India, Iran, Pakistan e Afghanistan, oltre che altre varie parti del mondo, specie Africa. Lì ci sono la popolazione, i consumi, la terra, le risorse minerarie, l’industria (in particolare in Cina). L’Europa ha disconosciuto una pratica diplomatica con la Russia, vendendosi agli Usa, che non volevano altro che questo. Perde la Russia al momento, vincono gli Usa, ma la loro vittoria è di breve periodo, sulla lunga, la decisione russa, che riprende Gheddafi, di creare un’area monetaria fondata sull’oro e sulle materie prime, alla fine è un colpo al dollaro nel lungo periodo.

L’Ue perde nel breve, medio e lungo periodo. La povertà aumenta a dismisura, il capitale ha bisogno di consumatori e li va a cercare dove si trovano, proprio come sta facendo la Russia.

A Berlusconi gli rimangono le sue reti con cui ha riconglionito in 35 anni gli italiani, i suoi miliardi, buoni per i figli, e null’altro. La storia non la fa chi tradisce Gheddafi.

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