La Cina di oggi aumenta la nostalgia per la Prima Repubblica

6364
La Cina di oggi aumenta la nostalgia per la Prima Repubblica

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Michele Geraci su FB scrive dei dubbi di analisti vari, specie del Financial Times, sui numeri del pil cinese (oggi ne parlano vari giornali italiani). Io invece voglio dar conto di altri numeri, pubblicati stanotte da People’s Daily. Eccoli: “Il consumo è stato frenato dai recenti rimbalzi dell’epidemia, ma la tendenza alla ripresa non cambierà e il consumo continuerà a funzionare come “pietra di zavorra” dell’economia.

I consumi finali hanno contribuito per il 69,4% all’espansione del PIL nel primo trimestre, mentre gli investimenti e le esportazioni hanno rappresentato rispettivamente il 26,9% e il 3,7%.”.

Dunque, contrariamente alla vulgata corrente, è tutta domanda interna, l’export incide sul finale sul pil per appena il 3.7%. Qualora, come sembra, l’Europa, per la crisi che avrà, richiederà meno merci cinesi e qualora, a quel punto, gli Usa sferreranno una nuova guerra commerciale alla Cina, bloccandone l’esportazione, il danno sarebbe facilmente attutito con politiche fiscali e monetarie espansive, di modo che aumenti sempre più l’incidenza dei consumi, e degli investimenti ,sul pil. Questo processo loro lo hanno preparato sin dalla crisi asiatica del 1998, capirono che erano loro l’obiettivo, e incominciarono, timidamente, a rafforzare la domanda interna. Fu poi allargato con la Legge sul Lavoro del 2008, come racconto nel libro. Ora l’incidenza dell’export sul pil è ridotta al minimo e sempre più lo sarà.

Domanda interna vista come arma di sovranità economica e militare. Oggi la Verità, per quanto riguarda noi, scrive di risarcimenti statali per gli esportatori italiani in Russia e per aree turistiche come Rimini. Questo quando ci si appoggia alla domanda estera massacrando quella interna. Vedo i numeri cinesi, forse non tutti veritieri, ma mi ci rivedo nei numeri della nostra Prima Repubblica. Era tutto consumo e investimento, gli italiani non sapevano nemmeno cosa fosse l’export. Non che non ci fosse, ma non era preminente.

Gli uomini politici venivano quasi tutti dal Littorio, poi rinnegato, divennero democristiani, socialisti e comunisti. SI scannavano, ci furono morti, ma erano tutti intenti a ricostruire il Paese dalla guerra. Mina cantava Tintarella de Luna, i meridionali andarono a Milano e Torino, gli diedero un alloggio popolare, diversi si fecero la casa, si fecero una famiglia, nascevano tanti figli. D’estate affollavano l’autostrada del sole, andavano tutti al sud, spendevano, si divertivano, loro che avevano un lavoro quasi sempre garantito a vita.

C’erano i colossi pubblici, la politica estera aveva spazi di autonomia. Ci furono le riforme sociali, quella santa donna di Tina Anselmi ci diede la sanità gratuita, poi l’istruzione universitaria gratuita, assunse un milione di disoccupati nella PA. Venne il benessere, davamo fastidio.

Nel 1992 Guido Carli e Mario Draghi dissero: meno salari e pensioni, più export. Fu la nostra fine. Nel libro racconto della Cina per raccontare come eravamo noi, non abbiamo niente da imparare dagli altri, semmai paesi come la Cina hanno imparato da noi. Vedo i loro numeri, e mi viene l’amaro in bocca .Mi chiedo: quando riprenderemo il nostro destino?

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti