Iran. Slitta l'accordo sul nucleare

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L’Iran e il Gruppo 5+1 non hanno raggiunto un accordo sul programma nucleare di Teheran.   
 
L'ottimismo mostrato dal capo della diplomazia iraniana, Mohammad Javad Zarif, e le sue controparti europee, aveva suscitato grandi speranze sulla stipula di un accordo che si sarebbe poi tradotto in una riduzione o addirittura nella revoca delle sanzioni internazionali imposte contro Teheran.
 
Su pressione della Francia, che ha messo in guardia gli alleati sui rischi di un accordo privo delle sufficienti garanzie sullo stop al programma di arricchimento dell’uranio al 20 per cento, sull’utilizzo dell’uranio già arricchito e sulla chiusura del nuovo reattore ad acqua pesante di Arak,  le sei potenze hanno concordato che per concludere un accordo c’è bisogno di maggiori concessioni da parte dell’Iran.
 
Come sottolinea il Financial Times, la Francia è stata a lungo considerata come la più aggressiva delle quattro potenze occidentali che negoziano con l'Iran sul suo programma nucleare e la sua posizione riflette il profondo impegno politico del paese per il principio di non-proliferazione nucleare, al fine di preservare il deterrente nucleare francese.
 
Per capire la posizione francese, un altro fattore da considerare, sostiene Georges Malbrunot su Le Figaro, è l’Arabia Saudita. L'Arabia Saudita si oppone fortemente ad un Iran nucleare e, oltre a questo, Riyadh teme l'espansionismo iraniano-sciita nel mondo arabo, sia in casa che in Bahrein, Iraq, Libano, e naturalmente in Siria, dove la caduta di Bashar al-Assad - un alleato dell’Iran - è stato identificato come una priorità dalla monarchia wahabita.
Le relazione bilaterali con la Monarchia saudita sono state  descritte dal Quai d'Orsay come “estremamente promettenti” ed effettivamente, dall'inizio dell'anno, cinque miliardi di contratti sono stati firmati a beneficio di società francesi, e altri cinque sono attesi entro il 1 ° gennaio. A questi si aggiunga una gara d’appalto del valore di 80 miliardi di dollari per la costruzione di 16 reattori nucleari in vent’anni che Areva, il colosso dell'energia frqancese, e Electricité de France, la più grande azienda produttrice e distributrice di energia della Francia, intendono aggiudicarsi.

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