Iran. Le quattro verità che stanno plasmando i colloqui sul nucleare

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Iran. Le quattro verità che stanno plasmando i colloqui sul nucleare

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Philip Stephens sul Financial Times elenca le quattro grandi verità che stanno plasmando I colloqui sul nucleare:
 

1. L'acquisizione di una bomba da parte di Teheran sarebbe pericoloso per il Medio Oriente e per la più ampia sicurezza internazionale, scatenerebbe  una corsa agli armamenti nucleari che vedrebbe l'Arabia Saudita, la Turchia e l'Egitto entrare ben presto nel club delle potenze nucleari, mandando in frantumi il trattato di non proliferazione nucleare.
 

2. La seconda realtà ineluttabile è che l'Iran ormai controlla il ciclo nucleare. L’unica incognita  riguarda  la distanza temporale che separa Teheran dall’assemblaggio di una bomba.
 

 3. Il terzo fatto -  difficile per molti da digerire - è che né una soluzione negoziata, né i bombardamenti aerei   caldeggiati da Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, sono in grado di offrire al resto del mondo una valida assicurazione sulle intenzioni future di Teheran. Bombardare i siti nucleari iraniani potrebbe certamente ritardare il programma, forse per un paio di anni ma non si possono bombardare le competenze e le conoscenze  tecniche. Quello che la comunità internazionale può sperare è che, in cambio di un allentamento delle sanzioni, l'Iran accetti con giudizio di non oltrepassare la soglia nucleare. 


4. Il quarto elemento di questa dinamica è che l'Iran ha ora una leadership che, di fronte al danno economico causato dalle sanzioni, è disposto a parlare.
 

Nonostante il loro esito inconcludente, i colloqui di Ginevra possono essere considerati un modesto successo.  Dopo 30 anni, Iran e Stati Uniti sono tornati a negoziare direttamente. Conosci il tuo nemico è la prima regola della diplomazia.

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