Il "golpe" neo-liberista del calcio. E se fosse una notizia positiva?

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Lo spettro di una Superlega Europea viene evocato da lungo tempo. Nella giornata di ieri è arrivato, in maniera inaspettata nella tempistica, l’annuncio: dodici squadre europee, tra cui le italiane Juventus, Milan e Inter, hanno deciso di costituire una nuova competizione calcistica chiamata Super League. 

I club più ricchi e potenti d’Europa decidono di mettersi in proprio e creare un proprio torneo continentale che di fatto andrebbe a svuotare la massima competizione continentale, la Champions League, e i vari tornei nazionali. 

Possiamo dire che si tratta di una sorta di ristrutturazione neoliberista applicata all’azienda calcio. Dopo aver distrutto il gioco del calcio riducendolo a una mera industria dove estrarre profitto, adesso i club più grandi e ricchi, indebitati fino al collo e colpiti dalla crisi devastante portata dalla pandemia, decidono di realizzare questo ‘golpe’ per provare ad arrestare la perdita di profitto, con la collaborazione della banca commerciale statunitense JP Morgan, altro simbolo del neoliberismo più selvaggio e brutale. 

Non tutti i mali vengono però per nuocere. Proviamo a guardare il lato positivo della vicenda: le squadre ricche creeranno il loro circo calcistico in stile reality show, con l'obiettivo di mettere in piedi uno show circense in cui far esibire le più rinomate "foche" del football europeo, uno show da vendere a cifre stratosferiche ai network tv desiderosi di ottenere l'esclusiva.
Un mostro deforme, un prodotto plastificato e massificato ad uso e consumo delle tv e di spettatori lobotomizzati. Uno spettacolo triste, senza passione, gioia, senza nemmeno il gusto per la vittoria. Un calcio senza popolo e tifosi. Una barbara americanizzazione di un sentimento popolare.

Da qui è possibile ripartire per rifondare un calcio genuino e popolare. Dove l’obiettivo è la vittoria sportiva e non il raggiungimento del massimo profitto. Un calcio che torni più simile a quello precedente all’era Bosman. Ricordate? I 3 stranieri per squadra, settori popolari, tifo identitario, vivai, appartenenza.

Pensandoci è così anche nella società: prima dell’avvento dell’euro e del neoliberismo selvaggio, l’Italia della ‘liretta’ e della Prima Repubblica cresceva, le famiglie vivevano dignitosamente, i giovani guardavano al futuro con ottimismo. 

Lasciate il circo a loro. Ridateci la passione popolare in un sano ritorno al passato.

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

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