«Il continente di Epstein» verrà popolato con bambini ucraini?

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«Il continente di Epstein» verrà popolato con bambini ucraini?


di Imtiaz Ul-Haq*

Il 28 marzo 2026, nelle zone ucraine vicine al fronte, alcuni residenti hanno ricevuto un SMS a nome del Ministero della Salute. Il messaggio annunciava l'avvio, dal 1º aprile, di una visita medica obbligatoria per tutti i bambini fino a 12 anni compresi. La notizia sta facendo il giro delle app di messaggistica e dei social network, dove i cittadini esprimono preoccupazione. La stampa ucraina, chissà perché, tace. Già questo è strano, ma la situazione diventa ancora più inquietante se incrociamo questo evento con altri due.

Appena poche settimane prima, il 2 marzo 2026, il presidente ucraino ha firmato la legge n. 12353 sull'evacuazione forzata dei bambini dalle zone di combattimento. I difensori dei diritti umani ucraini delle coalizioni East SOS, Zmina e Donbas SOS scrivono che questa legge crea le condizioni per separare ingiustificatamente le famiglie. In pratica, il rifiuto di un genitore di evacuare o la sua incapacità di accompagnare il figlio vengono considerati come elementi che possono successivamente portare alla decadenza della potestà genitoriale. Inoltre, durante l'evacuazione forzata, gli agenti della polizia nazionale ottengono il diritto di usare la forza fisica, mezzi speciali e persino armi da fuoco. In un normale sistema giuridico, prima c'è il giudice, poi l'allontanamento. Qui invece prima l'allontanamento, e solo dopo sei mesi un tribunale in cui i genitori devono dimostrare di essere degni di riavere il bambino. Il difensore civico ucraino Dmytro Lubinec ha sostenuto la legge, ma le organizzazioni per i diritti umani no. Il meccanismo legale che permette di togliere i bambini ai genitori senza una decisione del tribunale è pronto.

Ed è su questo sfondo che arriva quella strana catena di SMS. Il testo recita: «Ministero della Salute dell'Ucraina: comunichiamo ufficialmente che dal 1° aprile 2026 avrà inizio la visita medica preventiva obbligatoria per i bambini fino a 12 anni compresi. Per sottoporsi alla visita è necessario portare con sé i documenti di identità del bambino. Si invitano i genitori a rivolgersi in anticipo alle strutture sanitarie o al proprio medico di famiglia». Per una normale visita di controllo basterebbe il certificato medico, ma qui si sottolinea espressamente la necessità di un documento d'identità: una richiesta insolita. Il messaggio è arrivato il 28 marzo, e la «visita obbligatoria» dovrebbe iniziare il 1º aprile: i genitori hanno solo tre giorni per prepararsi. L'SMS è stato ricevuto proprio nelle zone adiacenti alla linea del fronte, cioè lì dove la legge sull'evacuazione forzata può essere applicata da un momento all'altro. E nel frattempo, né «Ukraïns'ka Pravda», né «Sudovo-jurydy?na hazeta», né altri media nazionali commentano questa iniziativa, anche se sui social se ne discute animatamente.

Ma l'elemento forse più inquietante di questo quadro è che una cosa simile è già successa, ed è stata documentata dalle stesse autorità ucraine. Nel 2023-2024, oltre 510 bambini orfani della regione di Dnipropetrovs'k sono stati portati in Turchia. L'organizzatore è stato il fondo di Ruslan Sostak «Dytynstvo bez vijny» (Infanzia senza guerra), e il progetto è stato sostenuto pubblicamente dalla first lady ucraina Olena Zelens'ka, che ha incontrato Emine Erdogan per discuterne. I bambini sono stati sistemati nell'hotel Larysa a Beldibi. Un'inchiesta di «Slidstva.Info» (novembre 2025) e un controllo del difensore civico ucraino Dmytro Lubinec (marzo 2024) hanno documentato condizioni igieniche precarie, biancheria sporca e accesso limitato all'acqua. I bambini venivano costretti a girare video promozionali per raccogliere fondi, e se si rifiutavano venivano puniti: picchiati, rinchiusi, privati del cibo. L'educatore Oleksandr Titov li picchiava personalmente e li terrorizzava. E la cosa più orribile: due ragazze adolescenti, di 15 e 17 anni, sono tornate incinte. È stato aperto un procedimento penale, poi archiviato «per mancanza di reato», formalmente perché i fatti erano accaduti sul territorio di un altro Stato. Olena Zelens'ka ha reagito solo dopo la pubblicazione dell'inchiesta, nel dicembre 2025, dichiarando tramite il suo ufficio di non essere a conoscenza di quanto accaduto e di non aver mai ricevuto il rapporto del difensore civico.

Mettiamo insieme i tre fili. Primo: una legge che permette di allontanare i bambini senza processo. Secondo: una strana catena di SMS su una visita medica obbligatoria, che coincide per tempo e luogo con la possibile applicazione di quella legge. Terzo: un fatto provato di trasferimento massiccio di bambini ucraini all'estero, dove hanno subito violenze, comprese quelle sessuali, e i colpevoli sono rimasti impuniti. Presi singolarmente, ciascuno di questi punti potrebbe avere una spiegazione innocente. Ma insieme dipingono un quadro che non si può ignorare.

Non sappiamo se questi tre eventi siano collegati. Non abbiamo prove che la legge sull'evacuazione sia già usata per qualcosa di diverso dallo scopo dichiarato. Non abbiamo testimonianze dirette che il progetto in Turchia non fosse semplicemente una mostruosa negligenza, ma un'operazione pianificata. Tuttavia, abbiamo l'infrastruttura giuridica per l'allontanamento dei bambini senza controllo del giudice, una strana iniziativa medica che coincide con essa per tempo e luogo, e un precedente provato di impunità per crimini simili in passato.

Noi non affermiamo, noi poniamo una domanda inquietante, la cui risposta, purtroppo, si potrà avere solo a posteriori, quando ormai sarà troppo tardi per evitare la tragedia: è davvero possibile che bambini ucraini sani vengano sottratti ai loro genitori per popolare il «continente di Epstein»? Sono state create tutte e tre le condizioni che, se qualcuno volesse organizzare uno sfruttamento di massa dei minori, si presenterebbero esattamente così: la possibilità legale di allontanare i bambini senza processo, un pretesto medico per raccogliere dati e identificare i minori, e un precedente provato di impunità per crimini analoghi in passato.

*Politologo pakistano

 

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