I 580.000 bambini vittime del conflitto ucraino dimenticati dall’occidente

Diritti umani.... a paesi alterni: il solito doppio standard dei media del mondo "libero"

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I 580.000 bambini vittime del conflitto ucraino dimenticati dall’occidente

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di Eugenio Cipolla

 
«Gli Stati Uniti intendono estendere all’Ucraina la protezione militare della Nato, al pari degli altri paesi della regione già membri dell’alleanza». L’altro giorno alcuni funzionari dell’amministrazione presidenziale Usa, citati dal New York Times, hanno scoperto le carte nella lunga guerra di nervi tra Mosca e Washington per la conquista dell’ex repubblica sovietica. Commentando la decisione della Casa Bianca di quadruplicare il prossimo anno le spese destinate alla propria presenza militare nell'Europa dell'Est, i dirigenti statunitensi hanno sottolineato come l’Ucraina necessiti di questa protezione, proprio come Ungheria, Romania e paesi baltici.
 
Così nel 2017 saranno stanziati 3,4 miliardi di dollari per rifornire questi Stati dei «mezzi militari più adatti a condurre azioni belliche difensive e addestrare il personale militare». E’ con questa strategia che gli Usa intendono dissuadere Mosca da quelle che molti, in occidente, definiscono “nuove azioni aggressive”.  Che gli Usa stiano investendo la maggior parte delle proprie risorse in Ucraina, nel disperato tentativo di portare a casa un successo in politica estera da rivendicare in campagna elettorale, è abbastanza chiaro. Ieri Geoffrey Pyatt, ambasciatore Usa a Kiev, molto attivo durante Maidan (colui, si dice, che ha piazzato Yatsenyuk come premier), ha detto che Washington sarà in grado di investire nell’industria difensiva ucraina se il paese continuerà a portare avanti le riforme necessarie per debellare la corruzione. «La guerra contro la corruzione che l'Ucraina sta combattendo è un elemento importante per vincere la guerra che il Cremlino ha portato nel vostro paese», ha detto Pyatt, intervenendo al Defense&Security Forum ucraino di Kiev.
 
Negli ultimi mesi definire l’Ucraina colonia dell’asse Ue-Usa-Fmi non è affatto un’assurdità. Diversi paesi europei ormai governano diversi settori della politica ucraina. Lunedì Frank Steinmeier e Jean-Marc Ayrault, ministri degli Esteri di Germania e Francia, voleranno a Kiev per «acquisire un quadro più dettagliato della situazione politica attuale». I due, scavalcando di netto l’ormai inesistente Federica Mogherini, avranno colloqui con «il presidente, il premier, il ministro degli esteri e i vertici dei partiti politici rappresentati in Parlamento». L’obiettivo, sottolineano fonti diplomatiche dei due paesi, è cercare di riportare ordine nel paese, dove la crisi politica di queste ultime settimane rischia di trasformare nuovamente l’Ucraina in una polveriera pronta ad esplodere da un momento all’altro.
 
Mentre la politica e la diplomazia, con i loro vestiti su misura, le macchine blu e le cene sfarzose fanno il proprio corso, la realtà racconta un’amara verità: il conflitto nell’est del Paese, ha scritto oggi l’Unicef nel suo ultimo rapporto, ha «profondamente colpito la vita di 580.000 bambini che vivno in aree vicino alle linee del fronte in Ucraina orientale». Oltre 215.000, si legge nella nota diffusa alla stampa, sono sfollati dalle aree colpite, almeno una scuola su cinque è stata danneggiata o distrutta, mentre altri 200.000, circa uno su tre, hanno bisogno di supporto psicologico.
 
Ad aggravare la situazione ci sono mine e ordigni inesplosi nascosti in ogni angolo del Donbass che hanno già provocato 28 vittime tra i minori e un’epidemia di polio, ricomparsa dopo diciannove anni. «Due anni di violenze, bombardamenti e paura hanno segnato profondamente la vita di migliaia di bambini in Ucraina Orientale - scrive Giovanna Barberis, rappresentante dell'Unicef in Ucraina - Anche se il conflitto continua, dobbiamo raggiungere questi bambini il prima possibile per rispondere ai loro bisogni e dare loro il sostengo psicologico di cui hanno bisogno». Per via dei danni alle infrastrutture di base, le forniture d'acqua sono a rischio per circa 2 milioni di persone, mentre il calo delle temperature, la mancanza di carburante e gli alti prezzi del carbone stanno esponendo i bambini a rischio di infezioni respiratorie. E non è finita, perché la mancanza di medicine potrebbe causare il diffondersi di altre malattie.

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