Gaza. La nuova (surreale) censura di Facebook contro l'AntiDiplomatico

10141
Gaza. La nuova (surreale) censura di Facebook contro l'AntiDiplomatico

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

"Meta" - la multinazionale Usa che gestisce contemporaneamente Facebook, Instagram e What's Up - ci segnala questa mattina che ha deciso di rimuovere un nostro video della settimana scorsa in cui mostravamo le immagini del bombardamento della casa di Alaa Al-Najjar, la pediatra di Gaza che perdeva, arsi vivi, 9 dei suoi 10 figli. L’ultimo è in gravissime condizioni, così come il marito.

Per Meta sono immagini (verrebbe da sorridere se non fosse tutto così tragico) “che mostrano violenza esplicita”. E come esattamente Meta vuole definire il genocidio palestinese in corso?

Lo sterminio che sta commettendo Israele (queste le cifre dei 600 giorni di genocidio aggiornate) è la forma di violenza più brutale dai tempi del nazismo. Non poter mostrare contenuti che mostrano "violenza esplicita" significa semplicemente censurare il genocidio in corso a Gaza. 




I "fact checkers" di Open che lavorano per conto di META, con un surreale "articolo" di cui ci eravamo occupati, si erano tanto infuriati perché in rete fosse girata una “foto falsa” della pediatra. Le immagini erano di un’altra mamma palestinese disperata per la perdita di suo figlio. Non del massacro, lo sdegno di Open si rivolgeva al fatto che qualcuno in rete abbia voluto far passare un'altra donna palestinese per Alaa Al-Najjar.

Quegli stessi "fact checkers" che si indignavano per "la foto falsa della pediatra" oggi hanno deciso che le immagini (VERE) di quel bombardamento non potete vederle. Proprio per questo vi invitiamo a seguire il nostro canale Telegram, al momento l’unica forma di accesso sicura al nostro lavoro.

Il solo fatto che una multinazionale Usa possa censurare un video di un giornale online rappresenta un problema gigantesco per un paese che si professa essere una democrazia. Il fatto che quella stessa multinazionale Usa, nel decidere quello che può essere filtrato o meno alla popolazione, si affidi a controllori di testate con una visione del mondo avversa al giornale censurato, ci dimostra come ormai siano stati raggiunti livelli che superano le immaginazioni orwelliane più distopiche.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La Resistenza non è di tutti di Giuseppe Giannini La Resistenza non è di tutti

La Resistenza non è di tutti

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

L'importanza della festa della liberazione di Michele Blanco L'importanza della festa della liberazione

L'importanza della festa della liberazione

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti