Ex leader mondiali esortano Israele a liberare Marwan Barghouti

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Ex leader mondiali esortano Israele a liberare Marwan Barghouti

 

Una coalizione di importanti ex capi di Stato e diplomatici ha chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di sollecitare "Israele" a rilasciare il leader palestinese detenuto Marwan Barghouti, una mossa che, a loro avviso, potrebbe contribuire a rilanciare le prospettive per una soluzione duratura dei "due stati".

L'appello è arrivato dopo una riunione del consiglio direttivo a Londra di The Elders, il gruppo indipendente fondato da Nelson Mandela nel 2007 per promuovere la pace e i diritti umani. Il gruppo è presieduto dall'ex presidente colombiano e premio Nobel Juan Manuel Santos e include personalità come Mary Robinson, ex presidente dell'Irlanda; Helen Clark, ex primo ministro della Nuova Zelanda; e Graça Machel, combattente per la libertà del Mozambico e vedova di Mandela.

In una dichiarazione, The Elders ha condannato i recenti attacchi aerei di "Israele" sulla città di Gaza definendoli "una flagrante violazione dell'accordo di cessate il fuoco" e ha sollecitato una maggiore pressione internazionale su "Israele" affinché consenta l'ingresso di aiuti umanitari nell'enclave assediata, dove le condizioni restano catastrofiche.

La loro richiesta di liberazione di Barghouti è in linea con il crescente sostegno europeo alla sua liberazione, vista come un passo avanti verso la ripresa della frammentata politica palestinese e "per impedire ad Hamas di colmare il vuoto politico". Barghouti, da tempo sostenitore della soluzione dei "due stati", rimane il leader palestinese più popolare nei sondaggi d'opinione.

"I maltrattamenti, compresa la tortura, di Barghouti e di altri prigionieri palestinesi devono cessare", hanno affermato gli Anziani. "Israele deve rispettare i propri obblighi previsti dal diritto internazionale per salvaguardare i diritti dei prigionieri".

Il gruppo ha sottolineato che "solo il popolo palestinese ha il diritto di scegliere la propria leadership" e ha accolto con favore quello che percepisce come l'impegno del presidente Mahmoud Abbas a tenere elezioni monitorate a livello internazionale entro il prossimo anno.

Il Mandela palestinese

Spesso descritto dai suoi sostenitori come "il Mandela palestinese", Barghouti ha trascorso 23 anni nelle carceri israeliane. "Ha un ruolo fondamentale da svolgere come figura unificante, la cui reputazione di sostenitore della soluzione a due stati è cresciuta", hanno ricordato gli Elders, ricordando che il loro presidente fondatore, l'arcivescovo Desmond Tutu, ne aveva chiesto il rilascio già nel 2013.

La liberazione di Barghouti ha ricevuto il sostegno anche di alcune personalità politiche e della sicurezza israeliane, tra cui un ex direttore del servizio di sicurezza interna Shin Bet.

Il ruolo di Barghouti nella politica palestinese

Marwan Barghouti, uno dei principali leader del movimento Fatah, è ampiamente considerato una delle figure più importanti e rispettate della politica palestinese. Molti lo considerano un potenziale successore di Abbas e un simbolo di unità tra le fazioni politiche.

Barghouti è incarcerato dall'occupazione israeliana dal 2002 e sta scontando cinque ergastoli per accuse legate alla Seconda Intifada, iniziata nel 2000. Ha sempre negato le accuse e rifiuta l'autorità del sistema giudiziario israeliano, citando il suo status di membro del parlamento palestinese.

Nell'ultimo scambio di prigionieri tra Hamas e l'occupazione israeliana, che ha visto il rilascio di 1.968 detenuti palestinesi in cambio di 20 prigionieri israeliani, i negoziatori del gruppo della Resistenza hanno insistito con forza per l'inclusione di Barghouti. Nonostante i loro sforzi, l'occupazione israeliana si è rifiutata di rilasciarlo.

La continua detenzione di Barghouti rimane una questione centrale per molti palestinesi e il suo caso sta attirando sempre più l'attenzione internazionale, in particolare nel contesto dei diritti umani e della legittimità politica.

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