Covid, l'UE verso l'introduzione dei 'passaporti vaccinali'

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Covid, l'UE verso l'introduzione dei 'passaporti vaccinali'

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L’UE sembra orientata verso l’introduzione di un passaporto vaccinale per consentire gli spostamenti tra paesi in vista della stagione estiva. Quindi se la misura dovesse concretizzarsi come sembra, i cittadini europei potranno tornare a viaggiare quest'estate fornendo la prova di essersi sottoposti al vaccino, oppure di essere risultati negativi a un test o di essere guariti dal coronavirus e avere sviluppato gli anticorpi. 

Questi sono i contenuti chiave del nuovo pass Covid presentato dalla Commissione Ue per rilanciare i viaggi in Europa. Il certificato dovrebbe essere disponibile da giugno in formato digitale o cartaceo. Il "passaporto vaccinale" sarà inoltre legalmente vincolante per gli Stati membri e ammetterà tutti i vaccini disponibili sul mercato

Alcuni paesi però avrebbero espresso perplessità sulla decisione. Ad esempio la Francia sostiene che un passaporto discriminerebbe i poveri.

Nel frattempo, Stati come la Grecia e la Spagna, che cercano disperatamente di rilanciare le loro vacillanti industrie del turismo, sostengono che i passaporti sono essenziali per la salvezza economica di milioni di europei.

A Bruxelles però sono preferiscono non utilizzare il termine "passaporto". Ma a questo punto, la marcia verso la loro adozione sembra inevitabile. I funzionari di Bruxelles hanno sottolineato che il certificato non sarebbe un "passaporto" ma un sistema comune per aiutare i governi a coordinare le misure di viaggio mentre i programmi di vaccinazione vengono lanciati in tutto il blocco europeo.

Il dibattito verte anche su quali tipi di vaccini saranno riconosciuti dopo che paesi come l'Ungheria hanno consentito l'uso di sieri russi e cinesi prima che fossero stati formalmente approvati dalle autorità di regolamentazione dell'UE.

La bozza di testo della Commissione afferma che tutti i vaccini approvati dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA) dovrebbero essere automaticamente riconosciuti dagli altri Stati membri in base al certificato. Ma i governi avrebbero anche il potere di riconoscere come validi i vaccini come il russo Sputnik.

Significa che ai paesi che fanno affidamento sul turismo non sarebbe vietato consentire l'accesso ai viaggiatori dell'UE che hanno ricevuto vaccini non ancora autorizzati. Ma allo stesso tempo un funzionario dell'UE ha detto: "Nessuno Stato membro sarà costretto a riconoscere i vaccini non autorizzati".

Gli Stati membri sarebbero inoltre autorizzati a stipulare i propri patti di viaggio con altre nazioni non UE.

Le compagnie aeree sono state pioniere di questi tipi di sistemi digitali in quanto richiedono ai viaggiatori di essere testati e dimostrare il loro stato Covid. Bruxelles sembra orientata a ricalcare questo modello per sviluppare il proprio programma. 

Intanto però il programma vaccinale prosegue con estrema lentezza con il vaccino AstraZeneca che rallenta ulteriormente la campagna di vaccinazione dell'UE. Il blocco probabilmente non sarà nemmeno vicino all'immunità di gregge entro la fine dell'anno.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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