CINA E QUESTIONE PALESTINESE

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CINA E QUESTIONE PALESTINESE

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di Diego Angelo Bertozzi 


La decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, oltre ad affossare le speranze di vedere riconosciuta la Palestina (o meglio: l'insieme di bantustan che ormai la compongono) come Stato, avrà probabilmente un'altra interessante conseguenza per gli Stati Uniti: squalificati per gran parte dell'opinione pubblica araba per il ruolo di mediatori equidistanti, potrebbero aprire interessanti opportunità nell'area per Pechino che da anni coltiva ottimi rapporti politici con Palestina e Israele (investimenti in tecnologia e infrastrutture), tanto da considerarle entrambe parti del progetto di Nuova via della Seta.



La stabilità dell'area è sempre più una priorità per la Cina popolare da un canto perché garanzia di approvvigionamento energetico, dall'altro per evitare la diffusione del contagio dell'estremismo e del separatismo islamici nei suoi confini (Xinjiang). 

La capitale dell'ex Celeste Impero ospiterà il prossimo 21 dicembre ospiterà un "seminario sulla pace" con la presenza di rappresentanti israeliani e palestinesi.

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