Chiara Ferragni e il New York Times

4856
Chiara Ferragni e il New York Times

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Francesco Erspamer

Il vuoto assoluto della società mediatica, ossia Chiara Ferragni, approda sul New York Times di oggi: mezzo paginone nella sezione sulla moda e con tanto di foto sexy, con la scusa di rivelarne i guai giudiziari ma in effetti per farle pubblicità e ribadire che i nuovi dèi sono loro, gli «influencer» (che almeno in un discorso in inglese sono coloro che influenzano i loro seguaci, mentre in un contesto italiano sono solo il nuovo che avanza, come ogni cosa definita da un anglicismo).

Così funziona il sistema delle «celebrity», pilastro del neoliberismo: il successo viene considerato merito e porta alla visibilità, che è denaro; ma se poi falliscono, lo stesso si assicura loro la visibilità, che è denaro e che per questo diventa merito. L’essenziale è che a nessuno venga in mente di parlare di valori, di virtù, neppure quelle un tempo ovvie, tipo occuparsi solo di ciò che si sa, non essere avidi, rispettare la legge: per l’utilitarismo americano e sempre più italico l’unica cosa che conta è vincere, in qualunque modo e a qualunque costo.

Non se ne esce se non si riesce neppure a smetterla di dare importanza ai personaggi imposti dai media («campioni» sportivi inclusi) e in quanto tali, a tutti gli effetti, virtuali; come del resto le informazioni che distraggono decine di milioni di italiani dalla loro vita vera, che non accade sugli schermi ma nelle case, nelle strade, nelle città, in comunità minacciate dalla sinistra liberal quanto dalla destra libertaria. Tutto ciò che è mediatico è una falsificazione, come la pornografia. Se vi dà piacere, masturbatevi pure; però non confondetela con la realtà.

Francesco Erspamer

Francesco Erspamer

 

Professore di studi italiani e romanzi a Harvard; in precedenza ha insegnato alla II Università di Roma e alla New York University, e come visiting professor alla Arizona State University, alla University of Toronto, a UCLA, a Johns Hopkins e a McGill

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico di Fabrizio Verde Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Dopo Andrea Pirlo chi sarà il prossimo? di Paolo Desogus Dopo Andrea Pirlo chi sarà il prossimo?

Dopo Andrea Pirlo chi sarà il prossimo?

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista? di Giuseppe Giannini Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma di Antonio Di Siena Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma

Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti