Chi è John Bolton, l'uomo di Trump dietro alla cospirazione contro il Venezuela

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In una conferenza stampa, Maduro ha accusato John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, di complottare per ucciderlo. Bolton, un conservatore, è un forte sostenitore della politica estera unilaterale degli Stati Uniti e un famigerato falco di guerra che si è dimostrato straordinariamente rozzo e privo di tatto per un diplomatico.

 

"Il signor John Bolton è stato indicato, ancora una volta, come capo di un complotto per inondare il Venezuela con le violenze e per cercare un intervento militare straniero", ha dichiarato il presidente venezuelano Nicolas Maduro in una conferenza stampa.

 

Maduro ha aggiunto che Bolton ha coordinato l'addestramento dei mercenari nelle basi militari in Colombia e negli Stati Uniti. I suoi commenti sono arrivati pochi giorni dopo che i bombardieri russi sono atterrati in Venezuela per svolgere esercitazioni militari congiunte.

 

Bolton ha lavorato con Ronald Reagan ed è stato ambasciatore delle Nazioni Unite sotto George W. Bush, anche se ha espresso disprezzo per l'organizzazione, come ha detto, "non c'è l’ONU. C'è una comunità internazionale che può essere guidata occasionalmente dall'unico potere rimasto al mondo, gli Stati Uniti, quando si adatta ai nostri interessi".

 

Bolton ha chiesto agli Stati Uniti di ritirarsi dall'accordo nucleare iraniano, come poi avvenuto poco dopo la nomina di Bolton all'inizio di quest'anno. Ha anche definito la Palestina "un cosiddetto Stato”, dicendo che non soddisfa i requisiti per una nazione legittima.

 

La sua visione dei governi progressisti eletti democraticamente in America Latina - in particolare Cuba, Nicaragua e Venezuela, a cui si riferisce come "troika della tirannia" - è molto in linea con la sua visione del mondo unilaterale e di supremazia degli Stati Uniti.

 

"Sotto questa amministrazione", ha detto, "non faremo più concessioni a dittatori e despoti vicino alle nostre coste in questo emisfero. Non gratificheremo gli squadroni, i torturatori e gli assassini".

 

Tuttavia, Bolton ha elogiato il presidente eletto di estrema destra del Brasile, Jair Bolsonaro, che è un sostenitore della dittatura cilena di Pinochet, affermando che la sua elezione è un "segno positivo" per la regione.

 

In un discorso al Miami Dade College's Freedom Tower, Bolton ha dichiarato che "le recenti elezioni di leader con idee simili in paesi chiave, tra cui Ivan Duque in Colombia, e Jair Bolsonaro in Brasile sono segni positivi per il futuro della regione e dimostrano un crescente impegno regionale per i principi del libero mercato e una governance aperta, trasparente e responsabile".

 

L'ascesa della destra in America Latina è stata incombente, dal momento che il governo degli Stati Uniti ha aumentato i suoi attacchi ai governi progressisti di sinistra nella regione.

 

L'amministrazione Trump ha imposto diversi cicli di sanzioni contro il Venezuela dal 2017.

 

Trump ha dichiarato l'anno passato che "l'opzione militare" era sul tavolo per quanto riguarda il Venezuela, alimentando la tesi di Maduro secondo cui Washington cerca di rovesciare il suo governo di sinistra, ma che i funzionari degli Stati Uniti negano.

 

Bolton è un avversario da lungo tempo dei governi di sinistra in America Latina e ha annunciato le ultime sanzioni contro il Venezuela il mese scorso come parte dell'impegno a reprimere Venezuela, Cuba e Nicaragua.

 

Bolton ha affermato "questo non è un momento per tornare indietro, è il momento di aumentare la pressione, non ridurla". Bolton ha anche annunciato nuove sanzioni contro il Venezuela e Cuba, incluso il divieto per i cittadini statunitensi che commerciano con oro venezuelano.

 

Sebbene gli Stati Uniti considerino il Venezuela una dittatura, le accuse di Maduro contro Bolton vengono dopo elezioni democratiche e municipali in tutto il paese, in cui domenica il Partito Socialista Unito, al governo, ha conquistato la maggioranza dei seggi. L'ambasciata degli Stati Uniti a Caracas ha rilasciato diverse dichiarazioni pubbliche attraverso il suo account Twitter in vista delle elezioni che hanno chiaramente mostrato il suo rifiuto delle elezioni e il suo sostegno all'opposizione e alle fazioni anti-democratiche nel paese che si sono rifiutate di partecipare a più di sei tornate elettorali negli ultimi 18 mesi.

 

"Il nostro messaggio al mondo è: è tempo di difendere il Venezuela!" ha dichiarato Maduro. "Il Venezuela non sarà vittima di un'aggressione neofascista".

 

"Non ci ritireremo, non saremo messi in ginocchio, non ci arrenderemo. Combatteremo e garantiremo la pace in Venezuela... qualunque sia il prezzo”.

 

(Traduzione de l’AntiDiplomatico)

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