Caracas denuncia l'ingerenza del Messico. "Appoggia le azioni terroriste in Venezuela"

Delcy Rodriguez risponde al ministro degli esteri del Messico che aveva chiesto la liberazione del golpista Leopoldo Lopez

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Caracas denuncia l'ingerenza del Messico. "Appoggia le azioni terroriste in Venezuela"

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Il ministro degli esteri della Repubblica bolivariana del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha denunciato le dichiarazioni di ingerenza della sua collega messicana Claudia Ruiz sulle vicende interne del paese. Secondo Rodriguez il rappresentante del governo messicano viola il diritto internazionale con le sue affermazioni in cui mette in dubbio la tenuta dello stato di diritto nel paese sud-americano. Lo riporta Telesur.
Rodriguez ha invitato la sua controparte a risolvere le violazioni dei diritti umani in Messico, piuttosto che ingerire sulle vicende del Venezuela. In particolare, Rodriguez ha ricordato la scarsa risposta del governo messicano nella soluzione del noto caso dei 43 studenti scomparsi misteriosamente a Ayotzinapa nel 2014. Nessuna risposta è stata data da allora ai parenti.
 
Il ministro degli Esteri del Messico, Claudia Ruiz, ha ricevuto lunedi Lilian Tintori, moglie di Leopoldo Lopez, membro dell'opposizione politico oggi in carcere in Venezuela per la diretta responsabilità nella morte di 43 persone e il ferimento di oltre 800 persone nel febbraio 2014 durante le famigerate "guarimbas", le proteste armate e violente promosse dall'opposizione venezuelana su incitamento dell'esterno per la destituzione incostituzionale di Nicolas Maduro.
 
Ma il Messico può permettersi di dare un giudizio sullo "stato di diritto" in un altro paese?

Il Messico è un paese talmente democratico che, dopo aver festeggiato i primi vent'anni di NAFTA, come evidenziava molto correttamente Vicky Pelaez quest'accordo ha trasformato il Messico “nel primo laboratorio americano per rimodellare uno Stato e accogliere tutti i suoi interessi. Dopo vent'anni il paese è stato socialmente raso al suolo”. E ancora: “Il Messico è l'emblema di come i trattati internazionali possono influenzare l'economia, la politica e la società di una nazione. Nonostante i benefici economici presunti che il trattato avrebbe dato al Messico nel medio e lungo termine, in realtà, il paese è stato barbaramente impoverito. Ed è aumentata, di conseguenza, la violenza e la criminalità organizzata”. Un dato? Il numero dei dispersi in Messico supera le 25.000 persone.

Un altro? Mentre nel 1994, prima di entrare nel Nafta, il Messico era quasi autosufficiente a livello alimentare, nel 2014 è diventato un importatore netto di prodotti di prima necessità dall'America Latina: l'anno di entrata in vigore del trattato, il paese ha importato cibo per 1.800 milioni di dollari, ma nel 2014 la cifra ha raggiunto 25.000 milioni di euro. "Tutto questo spiega perché il 60% dei 112 milioni di abitanti del Messico sono poveri e senza accesso alla sicurezza sociale", conclude Peláez.

Avete capito bene il 60%, è un dato che farebbe inorridire una stampa libera. Ma potete stare tranquilli perché quelli che controllano l'informazione che libera non è del “mondo libero” e che filtrano le notizie a cui ancora credete hanno visto i loro profitti aumentare notevolmente: nei 20 anni di Nafta la ricchezza netta dei miliardari è passato da 44.100 a 129.300 milioni di euro. 
 
Volete un ultimo dato sul Messico? Un rapporto di una ONG,  la  Red de Jornaleros Internos, ha rilevato come nel paese 2 milioni di contadini vivono in condizioni di semi-schiavitù e sono quotidianamente costretti a lavorare più di 15 ore al giorno, tra vessazioni e abusi dei loro datori di lavoro. Il documento denuncia come i contadini soffrano condizioni di vita disumane, lavorando 15 ore al giorno in media (quasi il doppio del tempo consentito), e 8 su 10 non può vedere un medico in caso di malattia e infortuni perché non gode di nessun beneficio o assistenza sociale e sanitaria. Il rapporto rivela che questa prassi di semi-schiavitù nelle campagne ha luogo in 18 stati del Messico e il 60% delle vittime sono di origine indigena. Inoltre, il 90% dei 2 milioni di lavoratori non hanno alcun contratto di lavoro. Sempre secondo il rapporto, almeno 40 bambini, afflitti da malnutrizione e mancanza di cure mediche, sono morti nei campi nel periodo compreso dal 2007 al 2015. Indovinate un po' da dove provengono principalmente questi schiavi del neo-liberismo? Incredibile a credersi, al punto che la stampa libera non lo riporta, ma proprio dagli stati più poveri, come Guerrero e Oaxaca, che ieri hanno deciso di ribellarsi alla schiavitù e "interrompere il processo di democrazia nel paese".

Ma di queste notizie in Italia e nel resto d'Europa non leggerete, perché il Messico fa parte del trattato di aerea di libero scambio con Canada e Stati Uniti (Nafta) e dell'Alianza del Pacifico con Cile, Perù e Colombia, braccio armato neo-liberista degli Stati Uniti in America Latina. In Italia e nel resto d'Europa leggete e continuerete a leggere quotidianamente però della “dittatura” Venezuela che ha alfabetizzato un intero popolo in pochi anni e garantito cure e un Welfare gratuito a tutta la popolazione. 

 

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