Zelensky: “È un peccato non poter attaccare il Cremlino”

4068
Zelensky: “È un peccato non poter attaccare il Cremlino”

Durante il Forum Ambrosetti in Italia, il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso delle dichiarazioni che meritano una riflessione critica e profonda. Affermando che è "un peccato" che l'Ucraina non possa colpire il Cremlino a causa della mancanza di armi a lungo raggio, Zelensky ha lasciato il pubblico stupito, ma soprattutto ha messo in luce un atteggiamento estremamente pericoloso per la stabilità internazionale. Le sue parole, accolte con risate tra i presenti, sottintendono una drammatica sottovalutazione del rischio di escalation globale che un conflitto simile potrebbe causare.

Zelensky ha parlato in modo chiaro delle armi ricevute dall'Occidente, ringraziando i suoi alleati ma allo stesso tempo criticandoli. Ha lamentato il fatto che i missili occidentali forniti all’Ucraina hanno una portata limitata, dichiarando: "I missili occidentali forniti hanno solo 200 chilometri di raggio". Questa ammissione, sebbene tecnica, evidenzia come la guerra in Ucraina stia superando il solo intento di difesa del territorio nazionale, espandendosi verso una visione di attacchi più ambiziosi, volti direttamente a colpire il cuore della Russia.

Ancora più allarmante è stata la sua affermazione che "è un peccato che non possiamo attaccare il Cremlino". Parole che, per quanto apparentemente provocatorie, sottolineano la pericolosità delle richieste avanzate dal leader ucraino, il quale ha chiaramente esposto il desiderio di poter condurre attacchi diretti contro la leadership russa. La domanda che sorge spontanea è: fino a che punto Zelensky è disposto a spingere l’Ucraina e l'Occidente verso un’escalation irreversibile?

In un altro intervento alla base aerea di Ramstein, in Germania, Zelensky ha nuovamente fatto pressione sui suoi alleati della NATO, esortandoli a ignorare le linee rosse imposte dalla Russia. Ha dichiarato che "i tentativi della Russia di tracciare linee rosse semplicemente non funzionano" e ha spinto per l'adozione di una politica più aggressiva nei confronti di Mosca. A questo si aggiunge la sua denuncia di una presunta carenza di cooperazione e di risorse belliche, affermando: "Ora sentiamo che la loro politica sulle armi a lungo raggio non è cambiata, ma vediamo cambiamenti nei missili ATACMS, Storm Shadow e SCALP: c’è una carenza di missili e di cooperazione".

Queste parole indicano chiaramente come Zelensky voglia mettere sotto pressione i suoi partner internazionali, chiedendo più armi e meno limiti nella loro gestione. Ma quali sono i rischi di questa posizione? La politica di attacchi a lungo raggio contro il territorio russo, sostenuta da armi fornite dall’Occidente, potrebbe facilmente scatenare una risposta violenta da parte di Mosca. Non si può ignorare il fatto che la Russia, consideri a ragion veduta tali attacchi come una minaccia diretta al suo governo e alla sua sicurezza.

In questo contesto, l’atteggiamento di Zelensky appare non solo imprudente, ma anche estremamente pericoloso per la pace mondiale. Le sue richieste di missili più potenti e la sua insistenza nel voler oltrepassare quelle che definisce "linee rosse" potrebbero condurre a una catastrofe globale. La comunità internazionale dovrebbe riflettere attentamente prima di seguire ciecamente le richieste ucraine: alimentare una guerra senza limiti geografici e senza rispetto per i confini diplomatici potrebbe portare a una spirale di violenza incontrollabile.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro di Giuseppe Masala Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro

Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica... di Francesco Santoianni Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La vera lezione del caso Epstein di Paolo Desogus La vera lezione del caso Epstein

La vera lezione del caso Epstein

Una risposta al professor Giovanni Rezza di Alessandro Mariani Una risposta al professor Giovanni Rezza

Una risposta al professor Giovanni Rezza

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri di Giuseppe Giannini L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri

L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti