Ville di lusso e fondi opachi: bufera sull’entourage di Zelensky

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Ville di lusso e fondi opachi: bufera sull’entourage di Zelensky

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Il cosiddetto “Mindichgate” scuote i vertici del potere ucraino, gettando nuove ombre sull’entourage del presidente Volodymyr Zelensky. Secondo intercettazioni diffuse da media locali, membri del suo circolo ristretto avrebbero finanziato la costruzione di lussuose ville in una comunità d’élite con fondi di origine poco chiara. Al centro dello scandalo c’è Timur Míndich, imprenditore vicino al presidente e soprannominato “il portafoglio”, oggi rifugiato in Israele.

Le registrazioni, effettuate dalle agenzie anticorruzione ucraine NABU e SAP, rivelano conversazioni compromettenti con figure chiave dell’amministrazione, tra cui Serguéi Shefir e l’ex vicepremier Alexey Chernyshov. Dalle intercettazioni emerge un clima di forte tensione interna: da un lato, l’offensiva delle autorità anticorruzione; dall’altro, il malcontento degli uomini vicini a Zelensky, che accusano la NABU di agire “con ferocia”. Lo stesso Mindich avrebbe valutato la fuga dal Paese già prima che l’inchiesta lo coinvolgesse direttamente. Particolarmente delicato è il capitolo relativo alle proprietà immobiliari. Le registrazioni suggeriscono che le ville - attribuite, secondo indiscrezioni, allo stesso Zelensky e ad altri alti funzionari - sarebbero state costruite con finanziamenti opachi.

Di fronte all’attenzione mediatica crescente, Mindich avrebbe proposto di sospendere i lavori e intestare gli immobili a terzi. Lo scandalo si intreccia inoltre con il settore della difesa. In un colloquio con l’allora ministro Rustem Umerov, l’imprenditore avrebbe sollecitato l’accelerazione di fondi per aziende legate alla produzione di missili e droni, evidenziando potenziali conflitti di interesse tra affari privati e contratti pubblici. La tempistica della fuga di notizie non è casuale. Secondo alcune fonti, le rivelazioni sarebbero collegate ai 90 miliardi di euro stanziati dall’Unione Europea per Kiev, subordinati a riforme anticorruzione più stringenti. Tra queste, l’estensione dei poteri investigativi delle agenzie indipendenti e una crescente supervisione esterna delle istituzioni ucraine.

Il risultato è uno scenario politico sempre più fragile, in cui la lotta alla corruzione si intreccia con equilibri internazionali e interessi strategici. Il “Mindichgate” rischia così di trasformarsi da scandalo interno a fattore destabilizzante per l’intero assetto del potere ucraino.

 

https://actualidad.rt.com/actualidad/602036-filtraciones-amigos-zelenski-destapan-saqueo

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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