Venezuela: Diosdado Cabello invita a "non cadere nella trappola del nemico"

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Venezuela: Diosdado Cabello invita a "non cadere nella trappola del nemico"

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Il ministro degli Interni, della Giustizia e della Pace del Venezuela, Diosdado Cabello, ha invitato la popolazione a «non cadere nel gioco del nemico», all’indomani del rapimento del presidente Nicolás Maduro nel corso di una brutale azione militare statunitense. Un appello accompagnato da una richiesta netta e diretta agli Stati Uniti: la liberazione immediata del capo dello Stato venezuelano.

In un messaggio audio diffuso sui social network, Cabello, che ricopre anche l’incarico di vicepresidente settoriale per la Politica, la Sicurezza Cittadina e la Pace, ha assicurato che «l’unità della forza rivoluzionaria è più che garantita». Secondo il ministro e dirigente storico della Rivoluzione Bolivariana, il sequestro di Maduro non ha prodotto fratture né incertezze all’interno delle istituzioni, ma ha rafforzato la compattezza del fronte politico e militare del Paese.

«Oggi più che mai l’alto comando politico-militare è pienamente coeso, nel rispetto delle istruzioni lasciate dal presidente Nicolás Maduro», ha dichiarato Cabello, ribadendo che in Venezuela «c’è un solo presidente», legittimato dal voto popolare. «Si chiama Nicolás Maduro Moros, eletto dal nostro popolo», ha sottolineato, ricordando come la vicepresidente Delcy Rodríguez, insieme ai vertici militari e alle forze di polizia, abbia riaffermato pubblicamente questa posizione.

Il ministro ha inoltre confermato che Maduro è stato trasferito, insieme alla moglie Cilia Flores, al Metropolitan Detention Center, un carcere federale situato a Brooklyn, negli Stati Uniti. Da qui l’esortazione rivolta a Washington: «Esigiamo che ce lo restituiscano sano e salvo. Che torni nel suo Paese».

Cabello ha inquadrato il sequestro del presidente all’interno di una strategia più ampia, denunciando una «campagna enorme» precedente all’azione militare, finalizzata a dividere le Forze Armate e il movimento rivoluzionario. «Non ci sono riusciti e quella prima fase è fallita», ha affermato, sostenendo che il rapimento di Maduro rappresenti la seconda tappa di questo piano contro il Venezuela.

Da qui l’invito a non prestarsi a narrazioni fuorvianti e a non favorire, nemmeno indirettamente, gli interessi di Washington. «Che nessuno faccia il gioco dell’imperialismo. Che nessuno creda a storie inventate», ha ammonito.

Nelle sue dichiarazioni, Cabello ha infine evidenziato come l’indignazione attraversi l’intero Paese, al di là delle appartenenze politiche. «Alla fine è tutto emerso chiaramente: vogliono solo il nostro petrolio e non gli importa assolutamente nient’altro».

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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