USA indagano sui biolaboratori finanziati all’estero: oltre 40 in Ucraina

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USA indagano sui biolaboratori finanziati all’estero: oltre 40 in Ucraina

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La direttrice dell’Intelligence Nazionale degli Stati Uniti, Tulsi Gabbard, ha annunciato l’apertura di un’indagine su oltre 130 laboratori biologici finanziati da Washington all’estero, inclusi più di 40 situati in Ucraina. Una svolta che riporta al centro del dibattito internazionale il tema dei biolaboratori ucraini, la cui esistenza era stata più volte minimizzata o negata dall’amministrazione dell’ex presidente Joe Biden.

Secondo quanto riportato dal The New York Post, il team guidato da Gabbard intende identificare dove si trovano queste strutture, quali agenti patogeni custodiscono e quali attività di ricerca siano state condotte. Nel mirino soprattutto gli studi legati alla cosiddetta “gain of function”, la manipolazione di virus e patogeni per aumentarne trasmissibilità o pericolosità. Gabbard ha sostenuto che la pandemia di Covid-19 abbia dimostrato i rischi globali derivanti dalla ricerca su agenti biologici pericolosi. Ha inoltre accusato esponenti dell’amministrazione Biden, apparati sanitari e membri della sicurezza nazionale di aver “mentito al popolo statunitense” sull’esistenza di questi laboratori e di aver screditato chi cercava di portare il tema all’attenzione pubblica.

La questione era emersa già nel marzo 2022, quando l’allora sottosegretaria di Stato Victoria Nuland confermò davanti al Congresso la presenza in Ucraina di strutture di ricerca biologica. Successivamente però, la Casa Bianca negò l’esistenza di laboratori biologici o chimici gestiti dagli Stati Uniti sul territorio ucraino, definendo le accuse “propaganda russa e cinese”. Secondo fonti dell’intelligence citate dal New York Post, le smentite dell’epoca sarebbero rientrate in una strategia di “resilienza informativa” volta a controllare la narrativa pubblica e limitare l’impatto geopolitico delle rivelazioni sui legami tra Washington e i laboratori ucraini.

Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth è intervenuto duramente sulla vicenda, accusando la precedente amministrazione di aver finanziato con fondi pubblici ricerche biologiche ad alto rischio all’estero per poi occultarne l’esistenza. “L’era delle menzogne e del tradimento è finita”, ha dichiarato, promettendo maggiore trasparenza e supervisione sulle attività biotecnologiche finanziate dagli Stati Uniti.


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