Trump promette i Patriot "ucraini", ma la produzione richiederà anni

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Trump promette i Patriot "ucraini", ma la produzione richiederà anni

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Donald Trump ha aperto alla possibilità di concedere all'Ucraina una licenza per produrre sul proprio territorio i sistemi missilistici antiaerei Patriot, accogliendo una richiesta che Volodymyr Zelensky avanza da mesi per ridurre la dipendenza dalle forniture statunitensi. "Vi daremo una licenza per costruire i Patriot", ha dichiarato il presidente USA, aggiungendo che Washington insegnerà agli ucraini come realizzare un sistema che ha definito "estremamente complesso". L'annuncio, tuttavia, viene accolto con forte scetticismo da numerosi analisti statunitensi, secondo i quali la misura avrebbe un impatto minimo sull'attuale conflitto e potrebbe invece creare nuovi rischi per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Il primo ostacolo riguarda i tempi.

Avviare una linea produttiva per i Patriot richiederebbe anni, non mesi. L'esempio della Germania è indicativo: il progetto congiunto tra RTX e MBDA, avviato nel 2024 per produrre i missili Patriot GEM-T, dovrebbe entrare in funzione solo alla fine del 2026, raggiungendo la piena capacità produttiva non prima del 2028. A rallentare ulteriormente il processo contribuiscono catene di approvvigionamento già sotto pressione, la necessità di personale altamente specializzato e la difficoltà di produrre componenti tecnologicamente sofisticati, come i motori a propellente solido. Secondo Bloomberg, proprio questi fattori rendono improbabile una rapida produzione in territorio ucraino. Vi è poi il problema della sicurezza.

Una fabbrica di Patriot in Ucraina diventerebbe immediatamente un obiettivo prioritario delle forze russe. George Beebe, direttore del programma di Grande Strategia del Quincy Institute, osserva che il regime di Kiev dovrebbe addirittura distogliere preziose batterie Patriot dalla difesa del fronte per proteggere il nuovo impianto, riducendo così l'efficacia della propria rete di difesa aerea. Non mancano infine le preoccupazioni sul fronte della tutela delle tecnologie militari americane. Jennifer Kavanagh, direttrice dell'analisi militare di Defense Priorities, avverte che concedere una licenza di produzione all'Ucraina potrebbe esporre informazioni sensibili sui sistemi Patriot, aumentando il rischio che tecnologie strategiche finiscano nelle mani di Paesi concorrenti. Attualmente solo Germania e Giappone dispongono dell'autorizzazione a coprodurre i Patriot, dopo aver soddisfatto rigorosi requisiti industriali, tecnologici e giuridici.

Per molti osservatori, è quindi improbabile che il regime di Kiev possa ottenere rapidamente le stesse garanzie. Più che una soluzione concreta alle esigenze militari ucraine, la proposta di Trump rischia così di rimanere un annuncio politico dai benefici limitati e dai costi strategici potenzialmente elevati.


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