Se è il PD a proporre il proporzionale

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Nel Pd qualcuno propone il ritorno al proporzionale. Considerando la cialtroneria dei dirigenti democratici faccio fatica a credere che siano capaci di varare una legge proporzionale e per di più senza stupidi correttivi. E tuttavia si tratta di un passo avanti. Nella proposta del proporzionale c’è in fondo l’ammissione del fallimento della seconda Repubblica, che inizia proprio con il superamento di questo sistema elettorale.

Le leggi maggioritarie e i sistemi pseudo proporzionali (come il Porcellum) che si sono succeduti negli anni hanno contribuito fortemente alla distruzione della politica, alla perdita di identità dei soggetti partitici e al loro distacco dalla società. Ritornare al proporzionale e dunque a una legge che consenta ai partiti di correre autonomamente con il proprio programma, i propri simboli, la propria visione del mondo, fuori dalla logica deleteria della coalizione e del leaderismo, è indispensabile per ridefinire il campo della mediazione politica. Questo vale soprattutto in un paese come l’Italia, il cui ordinamento, nonostante tutto, è ancora parlamentare.

Non ci si illuda però. Tornare al proporzionale non porta automaticamente alla rinascita dei partiti, per i quali occorrerà introdurre anche un sostegno economico pubblico per sottrarli alle influenze dei finanziatori privati. Sarà possibile fare tutto questo in un paese dominato dall’antipolitica e da personaggi tremendi come Salvini, Renzi e Di Maio? La cultura politica in Italia è in stato di avanzata decomposizione. Dovremo ricostruire sulle macerie e non sarà facile.

 

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Paolo Desogus

Paolo Desogus

Professore associato di letteratura italiana contemporanea alla Sorbonne Université, autore di Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema per Quodlibet.

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