Regno unito. Ebrea, 94 anni, arrestata per il sostegno a Palestine Action
Come riportato da Caterina Hearst su Middle East Eye, all'età di 94 anni l'ex avvocata per i diritti umani Margaret Owen cercava da mesi di farsi arrestare per manifestare il proprio dissenso. Di origine ebraica e storicamente legata alla famiglia del ministro degli Esteri britannico Ed Miliband, la donna ha raccontato di aver partecipato ripetutamente, insieme a centinaia di altri pensionati, a veglie silenziose con cartelli di protesta contro il genocidio e a sostegno del gruppo Palestine Action.
Nonostante avesse persino appeso il cartello alla finestra di casa inviando le foto alla polizia metropolitana, le autorità avevano inizialmente ignorato le sue provocazioni. Tuttavia, il 27 settembre, durante una manifestazione all'esterno della conferenza del Partito Laburista a Liverpool, il suo arresto è stato eseguito. Come riportato da Caterina Hearst su Middle East Eye, Owen si trovava insieme a circa 200 persone, per la maggior parte anziane e disabili, che protestavano pacificamente prima che la polizia iniziasse a circondare i presenti e a condurli sui furgoni.
L'arresto si inserisce nella stretta attuata dal governo Starmer, che nel luglio 2025 ha messo al bando Palestine Action basandosi su accuse di terrorismo e rendendo punibile qualsiasi forma di sostegno con pene fino a 14 anni di carcere. Secondo le stime dell'organizzazione Defend our Juries, l'applicazione della misura ha portato all'arresto di circa 3.850 persone per reati di opinione o manifestazione.
La vicenda assume un valore emblematico per i legami personali tra i protagonisti. Owen era infatti legata da profonda amicizia a Marion Kozak, madre di Ed Miliband e sopravvissuta all'Olocausto, scomparsa di recente e nota per le sue posizioni a sostegno del popolo palestinese. Riflettendo sulla situazione, Owen ha dichiarato a Middle East Eye che la madre del ministro sarebbe stata al suo fianco a reggere quel cartello, pur dicendosi speranzosa per i segnali di apertura espressi da Miliband sulla politica estera nel Medio Oriente.
Mentre gli attivisti denunciano una deriva autoritaria e chiedono la revoca del divieto — la cui legittimità sarà valutata dalla Corte Suprema — il ministero dell'Interno continua a difendere la misura, sostenendo che l'interdizione del gruppo non comprometta il diritto fondamentale di protestare a favore della causa palestinese.
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