Referendum greco: il ritorno della democrazia in Europa. Jacques Sapir

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Referendum greco: il ritorno della democrazia in Europa. Jacques Sapir

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Alexis Tsipras, in un gesto che può essere descritto come "gollista", ha deciso di indire un referendum il 5 luglio, chiedendo il popolo sovrano a decidere sulla proposta dei creditori della Grecia, spiega l'economista francese Jacques Sapir.  La mossa ha provocato una reazione dell'Eurogruppo di estrema gravità. La decisione di escludere la Grecia da una riunione informale dell'Eurogruppo, sabato 27 giugno, è l'equivalente di un colpo di stato da parte del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Questo è un atto senza precedenti, che viola lo spirito e la lettera dei trattati dell'Unione europea. La mancanza di reazione da parte degli altri partecipanti è altrettanto grave. Quel giorno è stato un giorno nero per la democrazia. E i prossimi giorni potrebbero essere altrettanto bui per la democrazia in Europa e in Grecia.

Analizzando il discorso di Tsipras alla nazione, 

"Dopo cinque mesi di trattative molto dure, i nostri partner, sfortunatamente, nell’eurogruppo dell’altro ieri (giovedì n.d.t.) hanno consegnato una proposta di ultimatum indirizzata alla Repubblica e al popolo greco. Un ultimatum che è contrario, non rispetta i principi costitutivi e i valori dell’Europa, i valori della nostra comune casa europea. È stato chiesto al governo greco di accettare una proposta che carica nuovi e insopportabili pesi sul popolo greco e minaccia la ripresa della società e dell’economia, non solo mantenendo l’insicurezza generale, ma anche aumentando in modo smisurato le diseguaglianze sociali. e sono la prova che l’obiettivo di qualcuno dei nostri partner delle istituzioni non era un accordo durevole e fruttuoso per tutte le parti ma l’umiliazione di tutto il popolo greco. Queste proposte mettono in evidenza l’attaccamento del Fondo Monetario Internazionale a una politica di austerity dura e vessatoria, e rendono più che mai attuale il bisogno che le leadership europee siano all’altezza della situazione e prendano delle iniziative che pongano finalmente fine alla crisi greca del debito pubblico, una crisi che tocca anche altri paesi europei minacciando lo stesso futuro dell’unità europea.

Greche e greci,
in questo momento pesa su di noi una responsabilità storica davanti alle lotte e ai sacrifici del popolo greco per garantire la Democrazia e la sovranità nazionale, una responsabilità davanti al futuro del nostro paese. E questa responsabilità ci obbliga a rispondere all’ultimatum secondo la volontà sovrana del popolo greco.
Poche ore fa (venerdì sera n.d.t.) si è tenuto il Consiglio dei Ministri al quale avevo proposto un referendum perché sia il popolo greco sovrano a decidere. La mia proposta è stata accettata all’unanimità.
Domani (oggi n.d.t.) si terrà l’assemblea plenaria del parlamento per deliberare sulla proposta del Consiglio dei Ministri riguardo la realizzazione di un referendum domenica 5 luglio che abbia come oggetto l’accettazione o il rifiuto della proposta delle istituzioni. 

Sapir ne sottolinea tre aspetti: il primo è che il disaccordo tra il governo greco e i suoi partner fin dall'inizio è stato politico. La BCE e la Commissione europea erano alla ricerca di una capitolazione del governo greco, che Tsipras ha chiamato "l'umiliazione di un intero popolo." Ciò che l'Unione europea sta cercando, attraverso l'Eurogruppo è cauterizzare il precedente creatosi con il voto del 25 gennaio 2015 in Grecia. Questo per dimostrare che non solo la Grecia, ma che in realtà, e molto più importante, Spagna, Italia e Francia, non possono "uscire dal quadro di austerità" organizzato dai trattati,  

Il secondo punto importante di questo discorso è che per la prima volta un leader legittimamente eletto dichiara che le istituzioni europee fanno proposte che, nella loro sostanza e in forma "assolutamente violano dell'acquis europeo". Si tratta di un'accusa molto grave. Ciò significa che le istituzioni europee che dovrebbero essere garanti della democrazia agiscono in maniera contraria ad essa. Significa anche che le stesse istituzioni la cui legittimità esiste solo per delega della legittimità degli Stati membri hanno comportamenti che violano la legittimità e la sovranità di uno di detti Stati membri. 
 
Il terzo punto risulta dai primi due ed è contenuto nella parte del testo che dice "in questo momento pesa su di noi una responsabilità storica davanti alle lotte e ai sacrifici del popolo greco per garantire la Democrazia e la sovranità nazionale, una responsabilità davanti al futuro del nostro paese. E questa responsabilità ci obbliga a rispondere all’ultimatum secondo la volontà sovrana del popolo greco". Ed è qui che si può parlare di un "momento gollista" si Alexis Tsipras. Ha avuto il coraggio di mettere in discussione l'austerità e indire un referendum, e ha ricevuto sostegno unanime,.
 
Per Sapir, il referendum rappresenta il ritorno della democrazia in uno spazio europeo in cui era assente. E' probabile che i partiti di opposizione, sia Nuova Democrazia che To Potami, cercheranno di impedire con vari mezzi che il referendum abbia luogo. Queste reazioni sono esplicative dei comportamenti antidemocratici che fioriscono oggi in Europa. Portano acqua al mulino di Alexis Tsipras. Sembra che gli attori europei in questo dramma siano ormai terrorizzati dallo spettro della democrazia.
 
 

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