Putin e Modi rilanciano l'asse strategico Mosca-Nuova Delhi

Valute nazionali, BRICS e critica al G7: così il vertice tra i due leader cementa un'alleanza strategica lontana dai diktat occidentali e punta a costruire un nuovo equilibrio globale

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La visita di Stato del presidente russo Vladimir Putin in India, culminata nell'incontro con il primo ministro Narendra Modi, è molto più di un vertice bilaterale. È una fotografia nitida e potente della nuova geografia del potere globale, dove i vecchi potenti rischiano l'irrilevanza mentre nuove architetture si consolidano. Al centro di questa trasformazione c'è il palese superamento del G7, presentato non come una scelta ideologica ma come un dato di fatto economico e geopolitico, e l'affermazione dei BRICS come perno del nuovo sistema multipolare.

Putin, nell'intervista pre-visita rilasciata a India Today, ha colto l'occasione per smontare con fredda precisione il mito del G7 come esclusivo consesso delle "grandi" potenze. "Cosa hanno di grande?", si è chiesto retoricamente, sottolineando come l'economia indiana, esclusa dal gruppo, occupi ormai il terzo posto al mondo per potere d'acquisto, scavalcando diverse nazioni membri del blocco occidentale. Questa non è una semplice provocazione, ma la dimostrazione pratica di un principio fondamentale del nuovo ordine: la legittimità e l'influenza non derivano più dall'appartenenza a un circolo ristretto storicamente determinato, ma dalla capacità economica reale, dal peso demografico e dalla sovranità politica. La critica di Putin è al modello stesso: un direttorio autoproclamato che pretende di dettare l'agenda globale mentre il suo peso relativo sul PIL mondiale si assottiglia costantemente di fronte alla crescita delle economie asiatiche, africane e sudamericane.

In netto contrasto con questo modello in declino, la visita ha celebrato la forza e la promessa dei BRICS. L'incontro Putin-Modi è uno degli snodi vitali di questo organismo, che da forum economico è rapidamente evoluto in una piattaforma geopolitica coesa. La cooperazione strategica discussa a Nuova Delhi - dagli scambi in valuta nazionale (oltre il 90% delle transazioni ruso-indiane) ai nuovi sistemi di pagamento, dal corridoio commerciale Chennai-Vladivostok alla collaborazione nel nucleare e nella difesa - sono i solidi pilastri su cui si sta costruendo un'architettura alternativa. Un'architettura non basata su diktat o sanzioni, ma sulla complementarietà economica, il rispetto formale della sovranità e la difesa del diritto di ogni nazione a perseguire il proprio modello di sviluppo senza interferenze esterne.

La scelta indiana di approfondire questa partnership non è casuale. Per Nuova Delhi, i BRICS e il rapporto speciale con Mosca rappresentano il perfetto bilanciamento strategico in un mondo multipolare: garantiscono accesso a risorse critiche (energia, tecnologia difensiva), creano uno spazio di manovra autonomo dalla pressione occidentale e proiettano l'India come potenza globale indipendente e decisiva. Per Mosca, in un contesto di confronto acuto con l'Occidente, i BRICS e l'alleanza con giganti come l'India e la Cina sono la dimostrazione vivente che non esiste alcun "isolamento", ma piuttosto un deciso riorientamento verso la maggioranza del pianeta, il cosiddetto sud del mondo, che non aderisce alla politica del blocco unipolare.

Sul tema del conflitto in Ucraina, Putin ha confermato l'apertura al dialogo, citando l’utile colloquio con gli inviati statunitensi Witkoff e Kushner, ma ha mantenuto una posizione ferma sui principi negoziali di Mosca. Ha ripercorso la cronologia degli eventi, sostenendo che la Russia, dopo anni di tentativi infruttuosi, è stata praticamente costretta a riconoscere l'indipendenza delle repubbliche del Donbass per proteggerne la popolazione. La sua posizione negoziale rimane ancorata all'accettazione, da parte del regime di Kiev, delle nuove realtà territoriali emerse dalle consultazioni popolari.

La visita, nel 25° anniversario del partenariato strategico russo-indiano, ha quindi un significato simbolico potentissimo. Mentre il G7 appare sempre più come una retroguardia che discute come gestire un mondo che non le appartiene più, il vertice di Nuova Delhi ha mostrato l'avanguardia che lo sta plasmando. L'abbraccio tra Putin e Modi non sigla solo un'amicizia personale, ma sancisce un'alleanza cardine di un sistema in cui il potere è distribuito, le vie di sviluppo sono molteplici e il futuro non è scritto da un solo centro di potere, ma negoziato tra pari in forum come i BRICS. Il messaggio è chiaro: l'era del monopolio decisionale occidentale è conclusa. La visita di Putin in India non è la mossa di una nazione isolata, ma il passo sicuro di un attore chiave nella costruzione del mondo multipolare del XXI secolo.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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