Preoccupa la spinta al ribasso dei salari nell'Ue

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Preoccupa la spinta al ribasso dei salari nell'Ue

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Il numero delle persone che cercano lavoro nell'eurozona è calato per la prima volta da due anni. Si tratta di 24 mila persone in meno a giugno rispetto a maggio nei dati pubblicati da Eurostat mercoledì 31 luglio.
Si tratta di un piccolo segnale di ripresa per un continente con 19 milioni di disoccupati e che sta cercando invano di uscire da tre anni di depressione. Nonostante il leggero miglioramento dal lato dell'impiego, la Confederazione dei sindacati europei ha espresso la sua preoccupazione sui dati di Eurostat di mercoledì per gli effetti delle misure d'austerità e la disoccupazione di massa sulla spinta al ribasso dei salari. “A pochi mesi dalle elezioni europee, si tratta di un mix molto pericoloso perché i cittadini continuino a supportare il progetto europeo”, si legge in una nota della Confederazione. I paesi che hanno registrato il maggiore crollo salariale dal 2009 sono Grecia, Portogallo ed Estonia. 
Altri dati Eurostat sono altrettanti allarmanti per la tenuta socio-economica dell'Unione. La spesa al dettaglio in giugno in Germania, Spagna e Francia è fortemente calata, mentre l'inflazione annuale resta stabile all'1,6%, lasciando in teoria manovra di azione alla Bce di Draghi.

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