Politico: "Un colpo alla credibilità dell’intero progetto europeo"

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Politico: "Un colpo alla credibilità dell’intero progetto europeo"

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"Un colpo alla credibilità dell’intero progetto europeo". E ancora: "La detenzione di due figure di primo piano della politica europea scuote le istituzioni di Bruxelles e rappresenta una minaccia diretta alla presidenza della Commissione di Ursula von der Leyen". Così Politico commenta l'annuncio della detenzione, martedì, dell’ex Alto Rappresentante per gli Affari Esteri Federica Mogherini e dell’alto funzionario della Commissione Stefano Sannino, nell’ambito di un’indagine per frode negli appalti.

"Si rischia di innescare la più seria crisi istituzionale dalla caduta della Commissione Santer nel 1999", prosegue Politico. 

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, già alle prese con persistenti critiche sulla sua trasparenza e con tensioni con il Servizio Europeo per l’Azione Esterna (EEAS), si trova ora a dover gestire uno scandalo le cui radici affondano nei suoi primi anni di mandato. La gravità delle accuse e il profilo degli indagati, sottolinea il media, sollevano interrogativi senza precedenti sull’accountability del sistema comunitario.


Le accuse e i protagonisti


L’EPPO ha dichiarato di sospettare fortemente che una procedura di gara del 2021-2022 per la creazione di un’accademia diplomatica affiliata al Collegio d’Europa – di cui Mogherini è rettore – non sia stata condotta in modo imparziale. I fatti, se confermati, potrebbero configurarsi come frode negli appalti, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto d’ufficio.

Federica Mogherini, è stata Vicepresidente della Commissione e capo dell’EEAS dal 2014 al 2019. Stefano Sannino, ex diplomatico italiano, è stato Segretario Generale dello stesso servizio dal 2021 fino al suo trasferimento, all’inizio di quest’anno, alla Commissione, dove attualmente dirige la DG per il Medio Oriente, il Nord Africa e il Golfo.

"Una tempesta politica perfetta per von der Leyen", prosegue Politico. La vicenda arriva a un anno esatto dal suo secondo mandato e in un contesto politico già teso. Critici della presidente, come l’eurodeputato rumeno Gheorghe Piperea (ECR), parlano già di possibili nuove mozioni di sfiducia. “La credibilità delle nostre istituzioni è in gioco”, ha dichiarato Manon Aubry, co-presidente del gruppo della Sinistra al Parlamento Europeo.

Fonti anonime all’interno delle istituzioni riportate da Politico sottolineano come lo scandalo rischi di esacerbare i già difficili rapporti tra Von der Leyen e l’attuale Alto Rappresentante, Kaja Kallas. Un funzionario UE ha difeso la presidente, attribuendo la responsabilità politica all’EEAS, un servizio autonomo sotto la guida di Kallas: “So che le persone a cui non piace von der Leyen useranno questo contro di lei... Ma non è giusto che affronti una mozione di censura per qualcosa che potrebbe aver fatto il Servizio Esterno. Lei non è responsabile di tutte le istituzioni”.

L’indagine si sviluppa in un momento di crescente consenso per le forze euroscettiche e populiste, e mentre l’UE stessa è impegnata a monitorare lo stato di diritto in alcuni Stati membri. Il portavoce del governo ungherese, Zoltán Kovács, ha colto l’occasione per una stilettata su X: “Divertente come Bruxelles predichi a tutti ‘lo stato di diritto’ mentre le sue istituzioni sembrano più una serie crime che un’unione funzionante”.

Anche Mosca è intervenuta, con la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha accusato i funzionari UE di “ignorare i propri problemi, mentre fanno costantemente la lezione a tutti gli altri”.

"Un colpo alla credibilità dell’intero progetto europeo" secondo Politico. Lo scandalo rischia di offuscare ulteriormente la reputazione delle istituzioni di Bruxelles, già scosse da episodi come il “Qatargate” e le indagini sulle attività di lobbying di Huawei. "A differenza di quei casi, che coinvolgevano principalmente il Parlamento Europeo, questa inchiesta colpisce al cuore dell’esecutivo comunitario e del suo servizio diplomatico".

Mogherini, Sannino e una terza persona detenuta non sono state formalmente incriminate e la loro custodia non implica colpevolezza. Un giudice investigativo ha 48 ore per decidere sulle misure successive. La Commissione si è rifiutata di commentare riguardo a Sannino, mentre il Collegio d’Europa, interpellato su Mogherini, ha dichiarato di rimanere “fermamente impegnato ai più alti standard di integrità, equità e conformità”.

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