Nella "nuova Siria" fanno carriera noti criminali jihadisti (anche dall'Albania)

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Nella "nuova Siria" fanno carriera noti criminali jihadisti (anche dall'Albania)

 

Ecco i risultati della sporca guerra, durata 14 anni, contro il popolo siriano. Le nuove autorità jihadiste siriane hanno nominato anche combattenti stranieri, tra cui un noto criminale albanese, ad alte posizioni nelle forze armate del paese: Abdul Jashari, un combattente di etnia albanese noto anche come Abu Qatada al-Albani, che è stato nominato colonnello. Jashari è il leader dello spietato gruppo jihadista albanese Xhemati Alban, dichiarato terrorista dal Tesoro degli Stati Uniti nel 2016. Su un totale di quasi 50 ruoli militari di comando, annunciati dal Ministero della Difesa delle autorità occupanti di Damasco, almeno sei sono andati a combattenti jihadisti stranieri.

 


A cura di Enrico Vigna, 28 agosto 2025


Migliaia di terroristi islamici stranieri hanno combattuto per la distruzione della Repubblica Araba siriana, dall’inizio della guerra contro il governo baathista siriano; una parte dei combattenti stranieri hanno formato propri gruppi armati, mentre altri si sono uniti a formazioni consolidate come l’ISIS, Al Nusra, al Qaeda. Negli ultimi anni la gran parte di questi si sono uniti all’HTS (Hay'at Tahrir al-Sham) di Al Jolani, che, dopo aver rinnegato i loro legami con l’ISIS e Al Qaeda, sono divenuti paladini degli interessi stranieri in Siria e trasformati in “liberatori”.

I nuovi reggenti del paese, hanno provveduto che i combattenti jihadisti stranieri e le loro famiglie abbiano la cittadinanza siriana e possano rimanere nel paese grazie al loro contributo alla lotta contro il “regime” precedente. Così il ministero della Difesa occupante ha annunciato 49 nomine di comando del nuovo esercito, che includono i leader di tutte le fazioni armate combattenti.

Tra questi il comandante degli jihadisti uiguri cinesi, Abdulaziz Dawood Khudaberdi, noto anche come Zahid, comandante della milizia del Partito Islamico Turco (TIP) cinese in Siria, nominato generale di brigata. Così come altri due comandanti uiguri, Mawlan Tarsoun Abdussamad e Abdulsalam Yasin Ahmad, hanno ricevuto il grado di colonnello. Così come il combattente turco Omar Mohammed Jaftashi, divenuto generale, il quale, noto come "Muhtar Turki”, ha ricordato France24, in passato ha pubblicato video di decapitazioni e ha ricoperto ruoli di comando in combattimento, non solo sotto al-Qaeda, ma anche sotto al-Nusra, ISIS e infine nell’ HTS. C’è poi il giordano Abdul Rahman Hussein al-Khatib diventato generale di brigata. conosciuto anche per essere stato coinvolto nella pratica barbara delle decapitazioni mentre lavorava per al-Qaeda.

Tra questi Abdul Samrez Jashari, conosciuto con il nome di battaglia di Abu Qatada al-Albani, è un militante albanese leader di Xhemati Alban (Gruppo Albanese), un gruppo armato islamista salafita composto da militanti di Albania, Kosovo e della Macedonia, alleato di Hay'at Tahrir al-Sham, operante nella guerra siriana. Fino al 2017, Jashari e Xhemati Alban erano parte del predecessore di HTS, il Fronte al-Nusra affiliato ad al-Qaeda. Dopo la caduta del governo di Assad e l'istituzione del governo di transizione siriano, Jashari è stato promosso al grado di colonnello nel nuovo esercito siriano, nonostante che lo stesso Jashari, avesse una taglia come terrorista dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti dal 2016, per le sue attività criminali.

Non c’è molto da stupirsi se abbiamo conoscenza che il nuovo capo dell'intelligence siriana, Anas Khattab, è indicato come terrorista dal 2014, designato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ai sensi della Risoluzione 2161 per la sua affiliazione ad al-Qaeda e al-Nusra.

Anche la nuova responsabile dell'Ufficio per gli Affari Femminili in Siria, Aisha al-Dibs, è una nomina inquietante. Non solo propone la sharia e l’attivazione della  divisione tra i sessi negli enti pubblici, nelle scuole e all’università, nei luoghi pubblici e la sharia come abbigliamento più consono alle donne siriane, ma ha anche presentato la “rivoluzione siriana” del dicembre 2024, come una "jihad", così come aveva sempre, PRIMA, invocato la distruzione di Israele e definito i funzionari americani "assassini" e "criminali", condannati all'Inferno. Ora è una figura limpida e costruttiva, di una “nuova e libera” Siria, oltre che ossequiente amica e alleata di Israele e Stati Uniti, come garanti della “rivoluzione siriana” contro il “regime” miscredente della RAS.

Oppure come il nuovo ministro degli Esteri siriano, Asaad Hassan al-Shibani (in precedenza noto come Zaid al-Attar), che era un comandante di al-Qaeda e al-Nusra, ma che oggi è ossequiato e onorato come esponente di un nuovo potere che ha spazzato via, quelle sordide tradizioni decennali di Resistenza ai piani degli interessi stranieri in quel paese, che ora non esistono più. E la Siria oggi è di tutti tranne che dei siriani.

Lo scenario è abbastanza inquietante, e sarebbe curioso ora, chiedere cosa ne pensano, tutti quelli che, in questi anni hanno sostenuto, operato, lavorato per la caduta della Siria indipendente, sovrana, combattente di prima linea contro tutte le forme di jihadismo e radicalismo fanatico. Soprattutto sempre al fianco del popolo palestinese e di tutte le forze resistenti al sionismo e all’egemonismo occidentale unipolarista, pur con tutti i suoi limiti e contraddizioni, non certo tenui o marginali. Oggi il risultato è questo, ma tanto lo pagano solo i siriani che vivono là…

Chi è Abu Qatada Albani, il jihadista albanese nel governo siriano, pur essendo indicato come terrorista dagli USA. Originario di Skopje, ha guidato il gruppo jihadista salafita "Xhemati Alban", composto principalmente da albanesi provenienti dal Kosovo, dalla Macedonia del Nord e dall’Albania. È considerato uno stretto consigliere di Abu Muhammad al-Julani, comandante in capo di Tahrir al-Sham e ora anche presidente della Siria. Albani ha dichiarato il suo impegno per convincere Damasco a riconoscere il Kosovo, ma critica sia Pristina che Tirana per non aver fatto ancora abbastanza in tal senso. In un'intervista televisiva, ha anche dichiarato che i suoi combattenti sono pronti, nel caso in cui la Serbia attaccasse il Kosovo. Sostiene di aver combattuto sui campi di battaglia del Medio Oriente, principalmente in Siria, negli ultimi 12 anni. L'unità "Xhemati Alban", afferma, è stata fondata nel 2012, ed è stata attiva in tutte le principali battaglie nella Siria nord-occidentale: " I nostri combattenti albanesi hanno svolto un ruolo importante, non solo sul campo, ma anche nella pianificazione e nel coordinamento delle operazioni…".

Tra il 2019 e il 2020 è stato membro del comitato di riconciliazione con i Guardiani della Religione. La sua ultima apparizione pubblica risale all'aprile 2022, quando al-Jashari pubblicò un discorso e poi un video in cui parlava dell'impatto della guerra della Russia con l'Ucraina e di come questa potesse rappresentare una nuova opportunità per i terroristi di operare, in un nuovo scenario.

Nell'estate del 2018, il gruppo ha pubblicato un video intitolato "Cecchini albanesi dalla Siria", in cui provava la loro partecipazione sul campo di battaglia siriano. Il video, della durata di 33 minuti, è stato presto rimosso da Internet ma, in seguito, "France Soir" ha pubblicato un articolo approfondito sull'unità.

 

Secondo quanto riportato, erano operativi in una delle più forti roccaforti islamiste, quella di Idlib, combattendo come parte del gruppo jihadista Hay'at Tahrir al-Sham (HTS). Le stesse fonti affermano che Abu Qatada Albani era diventato rapidamente il leader del Fronte Al Nusra, cosa che ha portato alla sua inclusione nella lista nera del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e all'accusa di terrorismo. Così come HTS inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche di Washington nel 2018, e per la cattura del suo leader, Al Jolani, ora “presidente della nuova Siria, ” era stata posta una ricompensa di 10 milioni di dollari, oggi cancellata, per il servizio reso.

I media francesi sostengono che a un certo punto questa unità contava al suo apice circa 500 combattenti, provenienti per lo più dal Kosovo e dalla Macedonia del Nord, la maggioranza già combattenti dell’UCK in Kosovo.

Il 22 febbraio 2019, diverse unità jihadiste e varie milizie operanti in Siria rilasciarono una dichiarazione congiunta di "Sostegno e lealtà a Tahrir al-Sham". Nell'elenco delle otto fazioni islamiste, il "Battaglione albanese" era al quarto posto, con Abu Qatada Albani che lo firmò come "responsabile dell'Accademia militare Tahrir al-Sham". I siti web specializzati in questioni militari, come “GreyDinamics”, che si occupano anche delle unità jihadiste in Medio Oriente, sostengono che le attività del "gruppo albanese" in Siria, sono finanziate principalmente grazie a una unità da loro fondata, chiamata "Albanian Tactics", che si occupa di addestramento tattico su contratto, per gli altri gruppi jihadisti della regione.

 

Questo, insieme ai saccheggi, rapimenti e rapine, ha permesso a “Xhemati Alban” di posizionarsi come fornitore di formazione di alta qualità utilizzando le sue attrezzature più moderne, che sono tutte di provenienza da paesi occidentali.

 

Il primo tiratore scelto visibile, include un osservatore con un binocolo e, accanto a lui, un fucile d’assalto AK-74M con vernice mimetica e mirino ottico. Gli snipers dispongono di fucili Dragunov SVD e AK-74M.

I Balcani, con i paesi caucasici, con afgani, con uiguri cinesi, oltre alle varie fazioni radicalizzate di paesi arabi, sono stati tra le maggiori regioni di reclutamento di combattenti stranieri, che si sono uniti in questi anni alle fila delle milizie combattenti jihadiste e in Iraq prima. Tra i paesi balcanici, un gran numero di combattenti stranieri provengono dal Kosovo e dall'Albania. Secondo un rapporto dell'aprile 2018 del Western Balkans Extremism Research Forum, un progetto di ricerca finanziato dal governo britannico che esamina a radicalizzazione e l'estremismo violento nei Balcani occidentali, centinaia di cittadini albanesi si sono recati in Siria e Iraq per unirsi principalmente alle fila dello Stato Islamico, a Jabhat al-Nusra, affiliato ad Al-Qaeda, recentemente ribattezzato Hay'at Tahrir al-Sham (HTS). Xhemati Alban è una "Katiba" (unità di combattimento) composta da combattenti di etnia albanese che ha operato nella provincia siriana di Idlib e nei suoi dintorni. Il sito web ufficiale dell’unità descrive Xhemati Alban come una “formazione jihadista composta da persone albanesi provenienti da Kosovo, Albania, Macedonia e Valle del Presevo (territorio nella Serbia meridionale popolato prevalentemente da albanesi), la cui causa è combattere sulla via di Allah".

Xhemati Alban pubblicava frequentemente video di propaganda che enfatizzavano le capacità di addestramento tecnico dei suoi membri, la loro capacità di produzione di armi e la loro preparazione al combattimento. Oltre ai fucili di precisione, l’unità  possiede un arsenale consistente, che include piattaforme d'arma moderne come l'AKS-74 e l'AK-74. Spesso equipaggiano queste armi con silenziatori artigianali, modernizzano le ottiche e applicano spray mimetici per la squadra di cecchini.

La notorietà del gruppo è legata alla letale squadra di cecchini, che si presenta spesso con immagini di fucili Mosin Nagant modernizzati. Questi fucili subiscono spesso modifiche, tra cui la sostituzione delle canne con canne per mitragliatrici multiuso (GPMG). Questa modifica ne migliora la precisione rispetto alle canne, probabilmente obsolete e antiquate, originariamente equipaggiate con i fucili. L'ulteriore personalizzazione delle canne filettate dei fucili con vari accessori consente al gruppo di montare silenziatori e spegni fiamma. Questo potenziamento aumenta la già nota letalità del gruppo, consentendogli di condurre operazioni segrete e colpire senza essere individuati o emessi suoni.

 

Su Telegram sono attivi decine di canali in lingua albanese, con migliaia di follower per lo più allineati alla propaganda di HTS.

Nell'ultimo video ufficiale di al Jashari intitolato "Gates of Lies" (Porte delle bugie), alla fine di ottobre 2022, critica molti media albanesi, macedoni, kosovari e serbi che, secondo lui diffondono informazioni false o sono subordinati alle politiche di vari paesi in merito alla lotta armata salafita, accusandoli di usare impropriamente il termine "terrorismo". Nelle sue parole traspaiono velate minacce, secondo cui, a seconda degli sviluppi nelle aree d’origine, potrebbe portarlo a decidere di tornare a operare nei Balcani, o in Ucraina, per combattere come fatto in Siria.

Secondo M. Drecun, Presidente della Commissione per la Difesa e gli Affari Interni dell'Assemblea Serba: “…la rete di islamisti radicali in Kosovo e Metohija si è notevolmente ampliata negli ultimi anni, con stime attuali tra i 5.000 e i 6.000 membri. È continuo il reclutamento di nuovi membri basato su una interpretazione radicale dell'Islam. Sono soprattutto i giovani a essere cercati...", ha dichiarato Drecun al portale KosovoOnline.

 

Fonti: Reuters. Kosovonline, almakos, France24, France Soir. Grey Dynamics", RFE/RL, Western Balkans Extremism Research Forum, GTFAFF, New Delhi Times, ThrNational, GreyDynamics.

A cura di Enrico Vigna,  SOSSiria/CIVG

 

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