Napolitano, ma quali dimissioni, è un nuovo monito "fate presto". Paolo Becchi

2628
Napolitano, ma quali dimissioni, è un nuovo monito "fate presto". Paolo Becchi

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


 
Sulle presunte dimissioni di Giorgio Napolitano da presidente della Repubblica, Paolo Becchi sul Fatto di ieri si chiede: perché dovrebbe far calare il sipario ora? Che davvero si possa permettere di passare il testimone senza aver a pieno adempiuto alla sua missione, quella di vedere approvate le riforme costituzionali o almeno la legge elettorale, vanitoso come è? Secondo il professore di Genova Napolitano sta solo lanciando un nuovo “fate presto” alle forze politiche per accelerare su legge elettorale e riforme costituzionali.
 
Certo, l’uomo, sulla soglia dei novant’anni è stanco, ma la mente – come ha mostrato l’interrogatorio con i magistrati – è lucidissima. Perché dorrebbe far calare il sipario ora? Che davvero si possa permettere di passare il testimone senza aver a pieno adempiuto alla sua missione, quella di vedere approvate le riforme costituzionali o almeno la legge elettorale, vanitoso come è? Diciamolo con franchezza: sarebbe una fine ingloriosa, certo giustificata agli occhi dell’opinione pubblica ma non ai suoi.
Ecco perché penso che Napolitano non abdicherà prima di aver visto approvata almeno la legge elettorale. Forse quello che è successo può essere interpretato come un invito a fare presto, eRenzi ha tutto l’interesse ad assecondarlo
Renzi si trova nella condizione migliore per sfruttare l’occasione offerta dalla disponibilità da parte di Grillo e raggiungere da una posizione di forza l’accordo con Berlusconi. Un accordo che inevitabilmente riguarderà anche la successione al Quirinale. Se Berlusconi dovesse tirare troppo la corda, ora Renzi ha un’alternativa: Grillo, disponibile per un accordo sulla legge elettorale (che certo il M5S dovrà ratificare in rete, ma 15.000 votanti, come con la Sciarra, si troveranno sempre senza problemi…). Per le “Quirinarie” forse non ci sarà neppure bisogno di rifarle, basterà riprendere quelle precedenti e risalire a Romano Prodi (che avendo dichiarato di non essere più disponibile non aspetta altro in realtà che riprendersi la rivincita). Re Giorgio sarebbe anche d’accordo, il suo candidato, Amato, non ha nessuna chance.
Ma il nome di Prodi comporterebbe le esequie di Berlusconi e il giovane Renzi si troverebbe una figura che gli farebbe ombra. Meglio un personaggio insignificante, che si limiti ad un ruolo ancillare rispetto a Renzi.
Insomma, Renzi può giocare la sua partita come vuole: sarà lui a guidare le danze e se nessuno vorrà ballare, allora non gli resteranno che le elezioni politiche anticipate. Ma, ecco questo è ciò che Re Giorgio non concederà mai: fosse messo alle strette allora sì che non gli resterà altro che la carta delle dimissioni. E allora liberi tutti, perché nella lotta di tutti contro tutti sarà ben difficile trovare un Presidente per tutti gli italiani.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni di Francesco Santoianni Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti