L'euro e la crisi dell'Unione europea. Jacques Sapir

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L'Euro sta distruggendo l'Europa; questo risultato è emerso in tutta la sua chiarezza dalla crisi tra il governo greco e le autorità europee il primo semestre del 2015, scrive Jacques Sapir in un artico che sarà pubblicato sulla rivista, Cairo Review of Global Affairs . Questa distruzione non viene soprattutto dalla crisi del debito sovrano che afflige la zona euro dal 2010. Anche se questa crisi persiste, è - per ora - tenuta sotto controllo dall'azione della Banca centrale europea. Questa distruzione proviene da tutto il quadro economico e sociale che l'euro favorisce o impone nei vari paesi membri. Ma deriva anche dal quadro politico implicito che viene stabilito dall'euro nei paesi che lo adottano. La presa di potere da parte dell'Eurogruppo, un'istituzione che di fatto non esiste in nessun trattato ma che ha svolto un ruolo fondamentale nella crisi greca del 2015, e dalla Banca centrale europea sono gli esempi migliori.  

Un sondaggio condotto dalla Gallup International in 15 paesi dell'Unione europea (sondaggio condotto dal 30 novembre al 3 dicembre 2015 su circa 14500 persone) rivela cambiamenti significativi nella percezione dell'Europa e dell'Euro. Ciò dimostra che siamo entrati in un periodo di grande instabilità per quanto riguarda le istituzioni europee, come si può vedere dalla decisione dell'Austria di sospendere l'applicazione dell'accordo di Schengen. 

Dal momento dell'introduzione dell'euro, la crescita dei paesi dell'area euro è risultata significativamente inferiore a quella dei paesi che non hanno aderito alla moneta unica (Gran Bretagna, Norvegia, Svezia), così comea quella delle grandi potenze internazionali come gli Stati Uniti o il Canada. Questo fenomeno ha un ruolo importante nella delusione nei confronti dell'Unione europea. Si presenta come una negazione della promessa di crescita sostenuta ad alta voce al momento dell'introduzione dell'euro. Jacques Delors e Romano Prodi avevano predetto ai popoli europei brillanti prospettive per il progresso economico e sociale come la piena occupazione. Oggi la maggior parte degli europei è consapevole degli effetti negativi della moneta unica sull'economia: bassa crescita e l'aumento della disoccupazione. La crisi nella zona euro è ormai evidente anche per gli ideologi di mentalità più ristretta. Nessuno dei problemi fondamentali sin dall'inizio è stato risolto, e ora si accumulano i loro effetti. Le soluzioni parziali che sono state proposte e presentate come progresso storico verso un'Europa federale in realtà pongono più problemi di quanti ne risolvano. 

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