L’Età dei metalli e la guerra dei caricabatterie

3299
L’Età dei metalli e la guerra dei caricabatterie

di Maria Morigi



Dopo l’età della pietra ci fu l’età dei metalli, quando gli uomini iniziarono a costruire gli utensili. L’età dei metalli si divide in età del rame (6000-3000 a.C.), età del bronzo (3000-1100 a.C.) ed età del ferro (a partire dal 1100 a.C.). Oggi, passando per l’età del carbone, del gas e del petrolio che hanno scatenato gli appetiti di controllo politico-energetico delle grandi potenze, siamo arrivati alla “età dei nuovi metalli” senza i quali è impossibile costruire una batteria o un cellulare: cobalto, nichel, manganese, litio, palladio, argento, grafite ecc. (tanto per semplificare).

 

Sulla risorsa dei metalli la Russia e l'Occidente sono in una vera e propria guerra economica, ma tutto il sistema globale deve fare i conti con le dipendenze da Mosca per molte materie prime strategiche. Alluminio, palladio e nickel sono mercati in cui si sta verificando una crescente criticità per la carenza di forniture dalla Russia. Inoltre la transizione energetica imporrà la più imponente ristrutturazione industriale della storia e porterà in cima alla richiesta dei mercati materie prime strategiche in cui in diversi casi la Russia è in testa alle catene di fornitura. Mosca infatti fornisce il 38% del palladio al mercato mondiale, garantendo un materiale chiave per le industrie dell'auto elettrica e delle tecnologie per la sostenibilità. Inoltre, copre il 6,1% della domanda di alluminio e nickel al mondo, detiene il 5,4% delle riserve mondiali di argento e il 10,6% della produzione del platino, altra risorsa tra le materie prime più strategiche

 

Per quanto riguarda l’Ucraina, al secondo posto in Europa per le riserve di gas, ha il 10% delle riserve mondiali di ferro, il 6% di titanio e il 20% della grafite. Ottava riserva al mondo di manganese (le cui miniere sono concentrate nel Donbass), nona di uranio, ha anche ingenti giacimenti di ossido di litio e miniere di nichel, cobalto, cromo, tantalio, niobio, berillio, zirconio, scandio, molibdeno, oro e grafite.

 

Non trascuriamo che i ¾ della produzione mondiale di litio, cobalto e terre rare si concentra in Cina, Repubblica Democratica del Congo e Australia, causando un preoccupante risvolto di strategie geopolitiche e forti impatti ambientali poiché l’estrazione e la lavorazione dei minerali richiede molta energia e crea un’enorme quantità di rifiuti.

 

Prometeia-APPIA (Piattaforma di analisi e previsioni dei prezzi delle materie prime) segnala nell'ultimo rapporto: "il mero effetto di trascinamento dei formidabili rincari intervenuti finora in alcuni mercati comporterebbe un rialzo di oltre il 27% nel 2022, che si andrebbe a sommare al notevolissimo incremento (+70% circa) già maturato nel corso del 2021".

 

Ed ormai è chiaro anche agli analfabeti (ma non alla UE o a Biden) che colpendo/escludendo la Russia si rischia uno shock economico mondiale. C’è poi da chiedersi, caro Occidente, dove credi che guarderà il futuro consumatore globale di ordigni? Guarderà a Est o ad Ovest del mondo? Dal momento che si registra che la produzione cinese di batterie per veicoli a nuova energia è aumentata del 183,5% rispetto all'anno precedente (notizia ANSA-XINHUA, 14 maggio 2022)... e che l’UE si adopera solo per decretare il caricabatterie universale…

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Il casus belli della Groenlandia di Loretta Napoleoni Il casus belli della Groenlandia

Il casus belli della Groenlandia

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

L'economia Usa cola letteralmente a picco di Giuseppe Masala L'economia Usa cola letteralmente a picco

L'economia Usa cola letteralmente a picco

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico” di Michelangelo Severgnini Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

Che fine ha fatto la democrazia? di Giuseppe Giannini Che fine ha fatto la democrazia?

Che fine ha fatto la democrazia?

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Trump un pericolo per il mondo intero di Michele Blanco Trump un pericolo per il mondo intero

Trump un pericolo per il mondo intero

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti