Le ragioni della generosità della Germania verso i rifugiati

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Le ragioni della generosità della Germania verso i rifugiati

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Il Governo federale tedesco ha messo sul tavolo 6 miliardi di euro per l’accoglienza dei rifugiati dal Medio Oriente, in aggiunta ad altri 3 miliardi messi a disposizione direttamente dal governo. Lo stato federale prevede inoltre la costruzione di 150.000 alloggi per trascorrere l’inverno. A questi vanno aggiunti circa 300.000 abitazioni che saranno costruite dai comuni
 
Questa crisi migratoria ha pertanto il primo merito di costringere la Germania a spendere di più. Questa è una buona notizia per tutta l’Europa, anche se le somme sul tavolo probabilmente non avranno un impatto macro-economico di grande valore. 
 
Perché tanta generosità? Si interroga il quotidiano francese La Tribune. 

Primo, perché è quello che si aspetta l’opinione pubblica tedesca. Quest’ultima si è svegliata ben prima della famosa foto del bambino morto su una spiaggia turca. Infatti l’estate tedesca è stata contrassegnata da una serie di attacchi contro i centri richiedenti asilo, principalmente nell’ex DDR e in particolare in Sassonia. Questi attacchi sono stati determinanti nella reazione della popolazione tedesca, che è naturalmente molto sensibile a questo tipo di comportamento.
 
Angela Merkel, come suo solito, ha seguito questo movimento spontaneo della sua popolazione. Per lei, è una strategia consolidata. Nel 2011, reagì all’esplosione di Fukushima sollecitando una rapida uscita del suo paese del nucleare, facendo così dimenticare che, nell’ottobre 2010, aveva fatto adottare una legge per prolungare la vita dei reattori nucleari.  
Per Angela Merkel, questa politica è stata anche un’opportunità in termini di politica europea. In primo luogo, prendendo in contropiede la maggior parte dei leader europei, appare come il difensore dei rifugiati nel vecchio continente. La foto della Cancelliera in mano ai rifugiati lo ha dimostrato. Questo gli ha permesso, ancora una volta, di imporre l’agenda in Europa. Sulla sua scia, gli altri leader hanno iniziato dimostrazioni di apertura verso i rifugiati, il più caricaturale è stato probabilmente il primo ministro finlandese, che ha annunciato l’accoglienza di rifugiati in casa sua. Angela Merkel ha quindi preso l’iniziativa, cosa che le darà un indubbio vantaggio nei futuri negoziati europei.
 
D’altra parte, l’occasione di riscattare il suo paese era troppo ghiotta per la Cancelliera. La Germania apparirà ora come un modello di apertura, generosità e solidarietà. Si tratta di un totale cambiamento di immagine in confronto all’immagine di egoismo e durezza che aveva acquisito durante la crisi greca. È anche un’opportunità per Angela Merkel di farci dimenticare l’indifferenza completa che è prevalsa – e ancora ampiamente prevale – sulla gestione della crisi migratoria dai due principali paesi di frontiera: l’Italia e la Grecia. È anche un modo per farci dimenticare che la Germania non partecipa alle azioni militari sul campo e ha sempre rifiutato di partecipare. Alla fine, rimarrà solo questa immagine dell’accoglienza entusiasta dei rifugiati a Monaco di Baviera, in pieno contrasto con la violenza ungherese, le esitazioni francesi e l’ostilità britannica. Ancora una volta la Germania, vincendo la battaglia della comunicazione, si è messa in una posizione di forza per imporre la sua soluzione nei prossimi mesi. Inoltre, questo cambiamento di immagine può anche giocare tutto il suo peso in altri negoziati, compreso quello della riforma della zona euro.
 
A queste considerazioni politiche si aggiunge, ovviamente, un elemento economico. La situazione demografica tedesca è allarmante e il paese ha bisogno di persone. La Germania ha chiaramente bisogno di un apporto massiccio di popolazione giovane e disposta al consumo. Questi 800.000 migranti sono quindi una benedizione per l’economia tedesca. Al punto che il 46% dei datori di lavoro tedeschi hanno difficoltà nel trovare il personale da reclutare.
 
Angela Merkel sostiene da tempo una politica di immigrazione più attiva per prepararsi al futuro, perché la crisi demografica in realtà inizierà nel 2025. Questa crisi potrebbe favorire una maggiore apertura che diventerà necessaria.
 
Angela Merkel, che ha avvertito che l’apertura delle frontiere è “una misura temporanea“, deve però trovare rapidamente una soluzione europea alla crisi. Capiamo quindi perché la Merkel ha sostenuto durante tutta la scorsa settimana “una distribuzione europea” dei migranti. In realtà, non è certo che la Cancelliera possa mantenere la sua attuale politica di apertura, una volta passato l’entusiasmo dei primi giorni e rivitalizzate le critiche della destra. Pertanto vuole rapidamente utilizzare la posizione di forza che ha acquisito in questi giorni per imporre le “quote” per tutti i paesi membri dell’UE. Paradossalmente, i principali ostacoli a questa politica dovrebbero essere i paesi dell’Europa centrale, tradizionalmente i principali alleati di Berlino, come abbiamo visto ancora recentemente nella crisi greca.

Per la traduzione completa dell'articolo si ringrazia e si rimanda a Vocidallestero.it

Oltre l'Euro
Le ragioni della sovranità monetaria

 

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