Le menzogne di Trump sul petrolio venezuelano smontate in 2 minuti

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Le menzogne di Trump sul petrolio venezuelano smontate in 2 minuti

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In un’epoca in cui la disinformazione viaggia a velocità supersonica e a reti unificate, confezionata per colpire l’immaginario collettivo e plasmare consenso, tornano con forza le menzogne sul Venezuela. A smontarle, con la precisione dello storico e la fermezza di chi conosce la verità dei fatti, è Miguel Tinker Salas, accademico venezuelano e profondo conoscitore della realtà del paese sudamericano.

La sua dichiarazione è un colpo di piccone alla narrazione tossica e interessata che da anni dipinge la nazionalizzazione delle risorse petrolifere venezuelane come un “furto” ai danni delle compagnie statunitensi. Una narrazione che il presidente Donald Trump ha recentemente riesumato e rilanciato con la sua consueta spregiudicatezza.

"Trump mente spudoratamente, è completamente fuori dalla realtà", afferma Tinker Salas, riferendosi all’affermazione che le compagnie petrolifere siano state “rubate agli USA”. La verità storica, documentata e incontrovertibile, è un’altra: "Sono state pienamente compensate, hanno ricevuto risarcimenti ripetutamente, più e più volte, in aggiunta a quanto avevano già estratto in profitti dal Venezuela in precedenza".

Queste poche parole sgretolano un pilastro della propaganda anti-venezuelana. Ricordiamo i fatti: la nazionalizzazione del petrolio non fu un atto di pirateria, ma un processo legittimo e legale di riscatto della sovranità nazionale su una risorsa strategica, esercitato da numerosi paesi produttori nel corso del ‘900. Il Venezuela, sotto la presidenza di Carlos Andrés Pérez, pagò alle compagnie straniere un indennizzo di oltre 1 miliardo di dollari dell’epoca, un compenso ritenuto più che equo e concordato nei termini legali. Poi il processo di definitiva nazionalizzazione del settore petrolifero fu completato da Hugo Chavez.

Ma c’è di più. Come sottolinea Tinker Salas, quel risarcimento si sommava agli immensi profitti che quelle stesse compagnie avevano già drenato per decenni dal sottosuolo venezuelano, spesso in regime di concessioni vantaggiose e con un trasferimento minimo di ricchezza al paese ospitante. La storia del petrolio venezuelano, prima della nazionalizzazione, è anche una storia di sfruttamento.

Perché allora questa menzogna resiste e viene rilanciata ai massimi livelli? La risposta è politica ed economica. Demonizzare il Venezuela, dipingerlo come un paese fuorilegge che “ruba” proprietà altrui, serve a giustificare l’assedio economico più feroce della storia moderna, le sanzioni criminali che sono una forma di guerra ibrida, il tentativo di strangolare un'intera nazione per piegarla alla volontà di Washington. Serve a preparare l’opinione pubblica a ulteriori aggressioni come il criminale assalto del 3 gennaio culminato nel sequestro del presidente Nicolas Maduro e la prima combattente Cilia Flores.

 
 
 
 
 
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