L'Austria potrebbe inviare truppe nei Balcani per fermare il flusso di migranti

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L'Austria potrebbe inviare truppe nei Balcani per fermare il flusso di migranti

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Nell'ambito della riunione informale dei ministri degli Esteri e della Difesa dell'UE tenutasi ad Amsterdam venerdì, i rappresentanti dell'Austria hanno dichiarato che Vienna sta definendo nuove misure per gestire gli immigrati provenienti dall' Europa occidentale attraverso la cosiddetta 'rotta dei Balcani', riporta il New York Times '.
 
Si tratta di un percorso di 2.819 chilometri che è ora il percorso principale utilizzato dai rifugiati che cercano di raggiungere l'Europa occidentale attraverso i Balcani. La rotta ha origine dalla costa turca, dove gli immigrati si imbarcano e cercano di raggiungere il territorio greco per proseguire il viaggio dalla Slovenia, un paese che offre più servizi di Macedonia e Serbia, che non fanno parte dell' UE e hanno recinzioni erette sui propri confini. 
 
Il ministro degli Esteri dell'Austria, Sebastian Kurz, ha espresso scetticismo sulla capacità della Grecia di proteggere meglio il suo confine con la Turchia.
 
"Non ho ancora la sensazione che la Grecia abbia realizzato la gravità della situazione" per le nazioni ospitanti come l'Austria, ha detto Kurz.
 
"In caso contrario, stiamo cercando altri modi [...] per ridurre, eliminare o forse addirittura fermare l'afflusso", ha aggiunto.
 
La soluzione proposta da Austria prevede lo schieramento di truppe nei paesi dei Balcani per proteggere i confini e contribuire a registrare i rifugiati in arrivo. 
 
Il ministro della Difesa austriaco, Hans Peter Doskozil ha aggiunto, a sua volta, che l'esercito è pronto a partecipare ad "una missione civile e militare nei Balcani", se necessario. 

L'Austria ha aggiunro che avrebbe chiesto  600 milioni di euro all'Unione europea per aver accettato molto più richiedenti asilo di quanti aveva previsto nel suo bilancio del 2015. Il ministro delle Finanze Hans Joerg Schelling ha inviato una richiesta alla Commissione europea per coprire i costi non programmati di abitazioni e cure per i richiedenti asilo. 

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