L'austerità mina i diritti fondamentali in tutta l'UE. Studio del Parlamento Ue

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La crisi economica e le misure di austerità adottate dai diversi governi europei per tagliare la spesa pubblica hanno avuto conseguenze disastrose per i diritti fondamentali. Uno studio recentemente pubblicato dal Parlamento europeo sottolinea il deterioramento di alcuni diritti in sette paesi: Belgio, Cipro, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna. Lo riporta Euractiv.

Tutti e sette i paesi oggetto dello studio hanno ridotto il numero degli insegnanti nelle loro scuole, mentre il numero di alunni è aumentato. Altri servizi legati alle scuole sono state colpiti: alcune scuole in Grecia non sono riscaldate, e le norme igieniche non sono più rispettate in Italia. Tagli al bilancio dell'istruzione spagnola hanno portato alla mancanza di libri e altre attrezzature che ha inciso sulla crescente disuguaglianza e sulla capacità degli studenti di studiare.
 
Alcune scuole in Grecia sono state chiuse o accorpate, rendendo l'accesso all'istruzione più difficile per alcune popolazioni, in particolare i rom.
 
La relazione sostiene che "in Grecia, l'accordo di salvataggio ha spostato l'onere dell'assistenza sanitaria da parte dello Stato al paziente, con un aumento delle tariffe che ha portato ad una serie di conseguenze dannose per popolazione".
 
A parte l'aumento del 45% dei suicidi tra il 2007 e il 2011, visto come una conseguenza indiretta di tagli di salute,anche la salute dei bambini è stata drasticamente colpita. Secondo le ultime statistiche, il numero di bambini nati sottopeso è aumentato del 19% dal 2008 al 2010, mentre il numero di bambini che muoiono durante il parto ha avuto un aumento del  21%. La tendenza in calo della mortalità infantile si è invertita tra il 2008 e il 2010, in aumento del + 43%.
 
Tra i problemi di accesso ridotto all'assistenza sanitaria è l'esplosione dei tempi di attesa. Nel 2012, 570.000 pazienti erano in lista d'attesa chirurgica in Spagna, e 480.000 in Irlanda. A Cipro c'era una lista d'attesa di sette mesi per un appuntamento in ospedale.
 
In un rapporto pubblicato nel mese di febbraio, la Caritas ha tracciato la crescente disuguaglianza in tutta Europa e ha confermato che i poveri sono stati colpiti più duramente dalla riduzione dei servizi sanitari.
 
 Tagli alla spesa hanno riguardato anche l'accesso dei cittadini ai servizi della giustizia. Il patrocinio è stato tagliato, e il Belgio e la Grecia hanno introdotto l'IVA sugli onorari degli avvocati. La relazione esamina anche la libertà di espressione e il diritto di protestare, in particolare contro le misure di austerità. Amnesty ha condannato l'uso eccessivo della forza contro i manifestanti in Grecia, dove sono stati vietate numerose manifestazioni, soprattutto quando sono state organizzare in modo da coincidere con la visita di dignitari stranieri.
 
Il rapporto si conclude con una serie di raccomandazioni per il futuro. "Raramente è sembrato che i tagli alla spesa introdotti durante la crisi fossero specificamente mirati a limitare lo spreco di risorse pubbliche. Piuttosto, sembra che molte delle misure imposte fossero tagli indiscriminati orizzontali"
 
Il Parlamento europeo ha chiesto una maggiore sorveglianza delle politiche di austerità da parte delle istituzioni europee. 

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