La militarizzazione della lotta al Covid e l'insegnamento del Fieldmarshall Montgomery

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La militarizzazione della lotta al Covid e l'insegnamento del Fieldmarshall Montgomery

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Da due anni ormai brancoliamo nel buio in merito alla situazione che stiamo vivendo. Abbiamo fatto parecchie ipotesi, tutte plausibili e probabilmente tutte contenenti una parte di verità. 

Provando ad allargare il discorso e valutando sulla base di quello che è successo in questo ultimo mese possiamo provare ad aggiungere altri tasselli a questo complessissimo puzzle. 

La prima cosa da dire è che è apparsa la cosiddetta Variante Omicron, ovvero sia una variante che almeno parzialmente "buca" il siero che stanno inoculando. Ieri l''Ecdc, il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha dichiarato che le inoculazioni non bastano e che è necessario procedere verso restrizioni sociali fino al lockdown.  Questo anche a causa della velocità spaventosa con cui questa variante si propagherebbe. 

La seconda cosa da notare è che ormai un po' in tutto il mondo le operazioni "antipandemiche" sono passate in mano ai militari. Questo in Italia, in Germania, in Francia, in Uk, ma anche in Cina e in Russia. La cosa come potete capire è un bruttissimo segno. Solo per dare un esempio, reparti Nbc sono in Sudafrica per studiare questa variante, esattamente come fecero in Italia all'inizio della pandemia. Perchè tutto è in mano ai militari?

Forse a questa domanda può dare una risposta il terzo punto: ormai si fa sempre più strada l'ipotesi che il virus sia fuoriuscito dal laboratorio di Wuhan e che sia bioingegnerizzato (quello che dice Montagnier da due anni). 

La domanda di fondo è siamo nel pieno di una guerra batteriologica, vera o minacciata? La minaccia di una guerra batteriologica equivale essa stessa ad una guerra batteriologica. Questo è assiomatico e autoevidente. 

Ma c'è una situazione politica internazionale che giustifichi una guerra o una minaccia di guerra (fa lo stesso)? Purtroppo la risposta è si. Ormai di fatto la Nato è a 450 km da Mosca e i russi stanno (giustamente) minacciando rappresaglie. I rapporti dell'Occidente con la Cina sono altrettanto tesi, basti pensare alla costituzione dell'alleanza Aukus  (Australia, UK, USA) per contrastarla. 

Insomma, la situazione è particolarmente pericolosa (come ci siamo arrivati e tutto da chiarire) e molto si spiega sia  in merito alla militarizzazione delle strutture di contrasto alla pandemia, allo Stato d'Eccezione autoritario (Agamben ha ragione), e anche in merito alla furia di punturizzare tutti di continuo (anche a costo che qualcuno ci rimetta la pelle con gli effetti avversi). 

Di sicuro ci stanno mentendo spudoratamente.

Infine, un ultima cosa, il Fieldmarshall Montgomery in un discorso alla Camera dei Lord disse una frase assai importante: "Alla prima pagina del libro della guerra c'è scritto: mai marciare su Mosca". Qualcuno ha deciso di giocare con il fuoco. E questo evidente. E forse la militarizzazione sempre più plateale della lotta "al covid" è proprio legata a questo. Del resto, noi non sappiamo come si usano questo genere di armi, ma esistono e quindi chi di dovere sa come usarle. Ma una cosa è certa: hanno un senso prima del primo colpo di cannone. Dopo non servono a nulla.

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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