La guerra di Israele la paghiamo noi (di Alessandro Volpi)

Un breve elenco del coinvolgimento israeliano in istituzioni e programmi europei e italiani

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La guerra di Israele la paghiamo noi (di Alessandro Volpi)


di Alessandro Volpi

E' sempre più evidente che Israele ha intenzione di non accettare alcuna tregua e di portare a termine una guerra dall'impatto enorme non soltanto in termini di vite umane ma anche nel generare una crisi economica globale, destinata a impoverire le popolazioni di intere aree del pianeta, a cominciare da quelle più fragili.
 
Fra i maggiormente colpiti da tale azione bellica permanente figurano gli italiani, soprattutto quelli con fasce di reddito più basse. Alla luce di ciò, se non bastassero i crimini già compiuti, sarebbe davvero necessario che Israele venisse duramente sanzionato in più modi per indebolirne radicalmente la capacità aggressiva. Per rendere evidenti le complicità che andrebbero subito rimosse è necessario fare un breve elenco del coinvolgimento israeliano in istituzioni e programmi europei e italiani. In primo luogo andrebbe cancellato l'Accordo di Associazione UE-Israele firmato nel 2000: è la base legale che regola i rapporti commerciali e politici tra l'Unione Europea (e quindi l'Italia) e Israele, sancendo una sostanziale area di libero scambio, basata sul rispetto dei diritti!! Bisogna escludere poi Israele da Horizon Europe: Israele partecipa pienamente ai programmi quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione, collaborando con università e centri di ricerca italiani (come l'Università di Bologna o la Bocconi). Altrettanto sarebbe necessario fare per il CERN (Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare): Israele è l'unico Stato extra-europeo a essere membro a pieno titolo dell'organizzazione di cui l'Italia è uno dei pilastri. Israele fa parte anche di Organismi e Commissioni Bilaterali (Italia-Israele): Gruppo di Lavoro Congiunto sulla Pubblica Sicurezza: Istituito per monitorare l'attuazione dell'Accordo di cooperazione contro la criminalità organizzata e il terrorismo.
 
Si riunisce alternativamente a Roma e Gerusalemme. Commissione Mista per la Cooperazione Industriale, Scientifica e Tecnologica: Gestisce i bandi congiunti (come il "Bando Industriale") tra il Ministero degli Esteri italiano e l'Autorità israeliana per l'Innovazione. Camera di Commercio e Industria Israele-Italia (Tel Aviv): Ente che facilita gli scambi tra le aziende dei due paesi, collaborando con l'Agenzia ICE e le università italiane. Bisogna poi aggiungere, sempre nel caso italiano, che esiste un Memorandum d'intesa che regola la cooperazione nel settore della difesa, includendo l'addestramento del personale e la ricerca e sviluppo militare, e che l'Italia è uno dei principali partner militari di Israele, acquistando circa il 20% delle sue importazioni militari da Tel Aviv (dato 2024/2025).
 
Israele, inoltre, è un partner chiave per la cybersicurezza italiana; nel 2023, aziende israeliane hanno ottenuto importanti appalti in questo settore. Centrali sono le relazioni economiche in senso stretto: ENI svolge un ruolo cruciale nella sicurezza energetica e agisce come mediatore tra l'Italia e Israele per affermare il Paese come "hub energetico" europeo. L'Impresa Pizzarotti & Co è attiva in progetti infrastrutturali e investe nella ricostruzione di edifici. MM SpA (Metropolitana Milanese): ha vinto un bando nel 2023 per la costruzione di tre linee metropolitane a Tel Aviv. Solegreen Ltd è una società israeliana che ha ottenuto 140 milioni di euro da Unicredit, Société Générale e Ing per sviluppare impianti fotovoltaici in Italia, inclusa la Sardegna. Leonardo collabora con l'azienda israeliana Elbit Systems per tecnologie relative ai droni e con Odysight per sensori basati su intelligenza artificiale. STMicroelectronics ha un accordo con la israeliana Tower Semiconductor per la produzione di semiconduttori ad Agrate Brianza. La multiutility Hera, attraverso il polo di telecontrollo di Forlì, monitora la sicurezza della rete idrica della compagnia israeliana Mekorot. Tekapp è un' azienda italo-israeliana che fornisce servizi informatici e cyber a diverse imprese italiane, tra cui Florim Ceramiche. Intesa Sanpaolo collabora con la piattaforma di investimento israeliana OurCrowd tramite il suo Centro Innovazione e fornisce consulenza globale.
 
C'è poi il vasto capitolo delle banche "armate" italiane che hanno comprato i war bond israeliani. In estrema sintesi i legami fra Italia e Israele sono decisamente molto forti, come del resto dimostra l'Associazione Interparlamentare di Amicizia Italia-Israele che è una delle più grandi in Europa, composta da oltre 200 parlamentari italiani di vari schieramenti. Tali legami non sono davvero più compatibili con un paese che sta alimentando una guerra tragica e pericolosissima e non sono più ammissibili atti di "amicizia" come quello espresso nel gennaio 2025, quando il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha incontrato il Ministro degli Affari Esteri israeliano Gideon Sa'ar a Roma manifestando la propria "solidarietà" allo Stato israeliano.
 
P.S. Nel frattempo continua la celebrazione della "democrazia israeliana" da parte di noti onniscienti come Paolo Mieli, David Parenzo, Daniele Capezzone, Claudio Cerasa, Maurizio Belpietro e Alessandro Sallusti.
 
 

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