Kazakistan: "rivoluzione colorata" o rivolta della classe operaia? Oppure entrambe?

Kazakistan: "rivoluzione colorata" o rivolta della classe operaia?  Oppure entrambe?

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Tradotto dal tedesco da Nora Hoppe per l'AntiDiplomatico

Le circostanze e i motivi dietro lo scoppio della violenza armata sulla scia delle legittime proteste popolari in Kazakistan rimangono tanto ambigui e nebulosi quanto il paese stesso.

Il governo ha dapprima affermato che le proteste iniziali contro l'aumento dei prezzi erano state dirottate da "gruppi terroristici, estremisti e criminali" al fine di intensificare la violenza nel paese.

Il presidente Tokayev ha poi parlato di un "tentativo di colpo di stato", che potrebbe essere essenzialmente un riferimento alle lotte di potere interne.

Secondo altre ragionevoli affermazioni, l'intera operazione ha tutte le caratteristiche di una "rivoluzione colorata" sul modello di quelle condotte in Siria e Ucraina, i cui iniziatori e sostenitori si trovano nelle file dei soliti sospetti fra l'altro dell'Occidente e della regione del Golfo.

Che questi soliti sospetti siano più che capaci e disposti a organizzare tali "rivoluzioni" per far sprofondare intere regioni e società nella guerra, nella rovina e nella morte, è già stato manifestamente dimostrato diverse volte negli ultimi decenni (Siria, Libia, Ucraina ecc...).

Seminare il caos e la guerra civile in Kazakistan porterebbe alla destabilizzazione di tutta l'Asia centrale allo scopo di distruggere l'integrazione eurasiatica. Inoltre, la Russia sarebbe direttamente minacciata da disordini e instabilità alle sue porte. In fondo, non sarebbe ideale per l'Impero se la Russia e la Cina fossero circondate da pandemonio e distruzione?

Questo rappresenterebbe il "Quadro Generale" - da un lato della medaglia... che alcuni vedono osservando i recenti eventi in Kazakistan dalla prospettiva dello scacchiere geopolitico - l'Impero nella sua opposizione all'integrazione eurasiatica.

Dall'altro lato della medaglia c'è ancora un altro "Quadro Generale" che riceve poca o nessuna attenzione: La lotta di classe - una lotta che riguarda l'intero pianeta. Si può facilmente dimenticare che la Russia non è "più" socialista e ha abbracciato il capitalismo... e che la Cina stessa è - a tutti gli effetti - un paese capitalista (con la benedizione del partito comunista)… per quanto tempo ancora - resta da vedere...

Il fatto è che le masse operaie oppresse e tradite non hanno più una lobby e sono da sole. Le loro proteste e rivolte sono continuamente dirottate e utilizzate per scopi subdoli e omicidi. I loro ex rappresentanti politici e compagni d'armi, i partiti di sinistra, socialisti e marxisti o non esistono più, sono troppo deboli o hanno cambiato partito. Nursultan Nazarbayev, il potente oligarca corrotto, era il capo del PC del Kazakistan in epoca sovietica.

Secondo il sociologo russo Boris Kagarlitsky, "l'aumento del prezzo del gas è stata l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Le persone che erano in strada in Kazakistan non sono paragonabili agli hipster di Mosca. Sono persone che lavorano nelle miniere, nelle compagnie petrolifere e nelle fabbriche. Queste sono persone che sono stufate di anni di bugie, rapine e persecuzioni. Queste sono persone che vogliono cambiare la situazione per davvero. Questa è in effetti una rivoluzione in un paese che era considerato un modello di stabilità nello spazio post-sovietico".

In questo articolo, il sociologo ha anche sottolineato che le organizzazioni di sinistra in Kazakistan, come il partito comunista e la "Yurta rossa", non sono autorizzate ad operare. Il movimento di protesta in Kazakistan è iniziato nell'ovest del paese, nella città di Zhanaozen. Lì, il movimento degli operai aveva già esperienza nelle loro lotte. Nel dicembre 2011, gli operai licenziati del settore petrolifero hanno organizzato delle proteste nella città, durante le quali 15 lavoratori sono stati uccisi.

In questo contesto, raccomando questo articolo, che espone e chiarisce i motivi alla base della lotta della popolazione kazaka e le condizioni affrontate dagli operai in Kazakistan.

Il Grande Gioco era e rimane uno tra potenze capitaliste/colonialiste in competizione: l'impero capitalista dell'Ovest contro le potenze capitaliste dell'Est.

Un'attenzione esclusiva al Grande Gioco e alle operazioni di cambio di regime dell'Impero finisce per tralasciare la lotta degli operai in prima linea di una popolazione impoverita.

Così come è imperativo smascherare le persone, le forze e i piani che stanno abusando della giusta lotta di un popolo disgraziato per realizzare la propria agenda, è anche essenziale prestare attenzione a questa lotta e illuminare e informare il mondo sulle vere circostanze che la riguardano. Perché ciò che è avvenuto e sta ancora avvenendo in Kazakistan è anche un classico esempio di lotta di classe, il cui mancato rispetto significherebbe solo l'ennesima ingiustizia contro la popolazione operaia in lotta.

 

 

Tariq Marzbaan

Tariq Marzbaan

 

Nato a Kabul nel 1959, dove ha vissuto fino al 1982 quando si è rifugiato con parte della sua famiglia a Peshawar in Pakistan, poi in Germania dove ha ottenuto la cittadinanza anni dopo. Attualmente risiede nell'Asia sudorientale. Ha conseguito un master in letteratura persiana e filologia tedesca, oltre a continui studi indipendenti sulla geopolitica, la storia e il colonialismo. Ha lavorato come fumettista politico, artista, ricercatore e traduttore di notizie, montatore cinematografico, sceneggiatore. Ha prodotto e diretto il suo film documentario-saggio sull'esilio "The Storm Bird", che è stato presentato nei festival internazionali. Editorialista per Al Mayadeen English.

"Il Waste Land è la terra del non-spazio e del non-tempo, la visione di un luogo di nessuno, che con la sua oscurità infrange ogni speranza, in cui gli abitanti si dibattono in un clima di disperazione e soffocamento."

- Angelo De Sio, nella sua analisi de 'La terra desolata', poema di T.S. Eliot

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