Iran, NYT: "Scorte di missili Patriot quasi esaurite"

3133
Iran, NYT: "Scorte di missili Patriot quasi esaurite"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Dopo 13 giorni consecutivi di raid, gli Stati Uniti hanno sospeso gli attacchi contro l'Iran a causa del timore che le scorte di intercettori antimissile, fondamentali per difendere il personale e le infrastrutture americane nel Golfo, si stiano esaurendo.

Una fonte del Dipartimento della Difesa ha confermato alla CNN che le operazioni militari statunitensi sono attualmente "in pausa". Di conseguenza, anche Teheran ha fermato le sue azioni. Il portavoce dell'esercito iraniano, il generale di brigata Mohammad Akraminia, ha dichiarato: "Gli americani hanno interrotto i raid nelle ultime due notti. Poiché la nostra strategia è incentrata sulla risposta diretta, anche noi abbiamo fermato le operazioni".

 

I retroscena alla Casa Bianca

La tregua arriva mentre il presidente Donald Trump sembra aver accantonato, almeno per ora, l'ipotesi di una drastica escalation. Sebbene giovedì avesse dichiarato ad Axios di valutare un "attacco massiccio, più grande di quanto mai visto prima", la riunione di venerdì con i consiglieri militari e politici ha ridimensionato i piani.

 

 

Il New York Times ha rivelato che figure chiave come il vicepresidente JD Vance e il capo di Stato Maggiore Congiunto, generale Dan Caine, hanno sconsigliato l'intensificazione del conflitto. A pesare sono state le preoccupazioni sulla tenuta dei sistemi di difesa aerea Patriot a tutela delle truppe stazionate in Giordania, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti. Con oltre 1.200 missili intercettori già impiegati a un costo di 4 milioni di dollari ciascuno, le riserve del Pentagono sono scese a livelli critici.

Un'escalation avrebbe rischiato di innescare una risposta iraniana ancora più violenta — simile all'attacco in Giordania costato la vita a tre militari americani — esponendo la difesa aerea a un collasso. Inoltre, la Casa Bianca teme di scontentare gli alleati del Golfo e di provocare una crisi economica globale, dato che lo Stretto di Hormuz rimane chiuso.

Petrolio, sanzioni e opzioni militari

Nonostante il blocco di Hormuz da parte dell'Iran, i prezzi del petrolio non sono schizzati alle stelle grazie alla flessione della domanda cinese. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha spiegato che Pechino ha tagliato gli acquisti di greggio di circa il 40% attingendo alle proprie riserve strategiche, aumentando così la pressione economica sul regime iraniano.

Durante la riunione di venerdì, il consigliere Jared Kushner ha suggerito di proseguire lungo la via diplomatica e di intensificare il pressing economico tramite sanzioni e blocchi navali. Al contrario, i piani d'attacco originari del Pentagono prevedevano di colpire i radar costieri iraniani, le batterie lanciamissili antinave e i siti da cui Teheran minaccia i mercantili nel Golfo, con opzioni estese anche alle infrastrutture energetiche e ai siti nucleari.

Il bilancio rivendicato da Teheran

Dall'altro lato del fronte, l'agenzia iraniana Fars sostiene che nelle ultime due settimane le forze di Teheran abbiano distrutto diversi velivoli statunitensi, hangar, droni, radar e persino un data center di Amazon.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa di Alessandro Bartoloni La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso di Giuseppe Giannini Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti