Investimenti, la mafia costa all'Italia 16 miliardi

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Investimenti, la mafia costa all'Italia 16 miliardi

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Senza la presenza della criminalità organizzata, tra il 2006 ed il 2012 l'Italia avrebbe potuto fare investimenti pari a 16 miliardi.
 
A rivelare le cifre shock dell'impatto dell'economia mafiosa sul Pil italiano è stato il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nel corso di un'audizione presso la commissione parlamentare antimafia di Montecitorio.

Durante il suo intervento, Visco ha sottolineato come l'attenzione sia porre non tanto sul dato relativo al volume d'affari mosso dalle mafie in Italia, quanto “nel valore di quanto non prodotto a causa delle distorsioni generate dalla diffusione della criminalità”.

Descrivendo nello specifico i dati di una ricerca condotta dall'ufficio studi di Bankitalia, il Governatore ha quindi parlato dell'impossibilità di definire univocamente in cosa consista l'economia criminale, difficilmente inquadrabile anche a livello statistico proprio per la natura illegale degli “investimenti” compiuti sul territorio.

Lo studio proposto mette poi l'attenzione sul fattore territoriale e la differente incidenza delle mafie nelle diverse zone della penisola. Se infatti è dato per acclarato che oggi la criminalità organizzata sia entrata in una nova fase, non più necessariamente legata alle attività mafiose considerate tradizionali ed al territorio di appartenenza, dai dati esposti risulta altrettanto evidente il rallentamento di tutto il tessuto economico di un territorio in odore di mafia: “Una maggiore densità criminale – ha dichiarato Visco - fa salire il costo del credito per le imprese e induce una maggiore richiesta di garanzie da parte delle banche, con potenziali effetti negativi su investimenti e crescita 

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