Il Venezuela devastato da due terremoti consecutivi

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Il Venezuela devastato da due terremoti consecutivi

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Il Venezuela sta affrontando una delle peggiori emergenze naturali della sua storia recente dopo il devastante doppio terremoto che ha colpito il Paese nel tardo pomeriggio del 24 giugno. Secondo l’ultimo bilancio ufficiale comunicato dal presidente dell’Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, le vittime sono salite a 188, mentre i feriti hanno raggiunto quota 1.520. Restano inoltre disperse 157 persone e oltre 200 risultano ancora intrappolate sotto le macerie. Le scosse principali, di magnitudo 7,2 e 7,5, si sono verificate a soli 39 secondi di distanza l’una dall’altra, dando origine a un raro fenomeno noto come “doppietto sismico”.

A meno di ventiquattro ore dall’evento, i sismologi hanno registrato 138 repliche, portando a 140 il numero complessivo di eventi tellurici. Le aree maggiormente colpite sono la capitale Caracas, lo stato di La Guaira e le regioni di Aragua e Carabobo. I danni alle infrastrutture sono enormi: almeno 250 edifici risultano gravemente danneggiati o crollati e otto ospedali hanno subito lesioni tali da rendere necessaria l’evacuazione dei pazienti. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza nazionale e mobilitato squadre di soccorso in tutto il Paese.

Quasi 3.000 famiglie sono rimaste senza casa, mentre continua la corsa contro il tempo per estrarre i sopravvissuti dalle macerie. Gli esperti spiegano che la particolare violenza del sisma è legata sia all’elevata magnitudo delle due scosse sia alla loro scarsa profondità. Il fenomeno sarebbe inoltre collegato alla complessa interazione tra la placca caraibica e quella sudamericana, che attraversa il nord del Paese attraverso un sistema di faglie attive, tra cui quella di Boconó. I doppietti sismici rappresentano eventi relativamente rari ma estremamente distruttivi. Episodi simili si sono verificati negli ultimi decenni in Pakistan, Messico, Indonesia e, più recentemente, tra Turchia e Siria nel 2023.

Nel caso venezuelano, tuttavia, la quasi simultaneità delle due scosse ha amplificato l’effetto devastante sulle strutture già indebolite dal primo terremoto. Di fronte alla tragedia, Rodríguez ha lanciato un appello all’unità nazionale, sottolineando che la priorità assoluta è salvare vite umane e garantire assistenza alle migliaia di persone colpite da quella che viene già definita la più grave crisi sismica venezuelana degli ultimi trent’anni.


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